PRENDERLA CON FILOSOFIA

giovedì, 17 gennaio 2008

PERCHE' LA VITA VA PRESA CON FILOSOFIA...

Ricorda: non serve a niente
rifugiarsi nei sogni e
dimenticarsi di vivere.

(J. K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale)


In every life we have some trouble
But when you worry you make it double.
Don't worry, be happy.
Don't worry, be happy now.

Ogni giorno andiamo in contro a dei problemi, ma non devi preoccuparti di affrontarli.
Non preoccuparti, sii felice.
Non preoccuparti, sii felice, ora.

(Don't worry, be happy, Bobby Mc Ferrin)

Sapere aude.

Osa sapere.

(Victor Hugo, Notre-Dame de Paris)

ANANCHE

domenica, 07 ottobre 2007

È sempre stato così, sin dalla notte dei tempi.
Arriva un giorno in cui la cosa o la persona che più ho odiato al mondo con anima e corpo, appare improvvisamente ai miei occhi come la più dolce e fantastica che Dio abbia mai chiesto alla mente umana di creare.

Quello che seguiterete a leggere, vi sbalordirà di sicuro. Posso solo assicurarvi che non c’è stato mai nulla di più vero.

ODIAVO con tutta me stessa HARRY POTTER
E non parlo di un odio fittizio: appena ne sentivo parlare, provavo una sensazione di vera e propria avversione, mi infastidiva vedere tutte quelle mie coetanee già così erudite circa la storia di quel famoso maghetto.
Insomma, io Harry Potter non potevo proprio soffrirlo!
Poi arriva una fredda sera invernale (quel 4 gennaio 2001 ormai passato alla storia). Io e don Corleone in casa, mezzi febbricitanti e annoiati, decidiamo di passare una serata alternativa: “Voglio proprio vedere di cosa parla questo famoso HARRY POTTER…!”.
E così, tra folate di vento gelido, unici a vagare per le deserte vie foggiane per vedere una delle ultime proiezioni di quel film che aveva esaurito tutti i biglietti con la sua uscita quasi un mese prima, eccoci arrivare a Laltrocinema.
Da quella sera non fui più io… e penso che ve ne siate sontuosamente accorti.

ODIAVO con tutta me stessa I LIBRI
“Leggi?”. “No, grazie” rispondevo puntata ogni volta.
La lettura non faceva per me. Tutti quei romanzetti che mi hanno sempre propinato nel corso dei primi anni della mia adolescenza, mi hanno sempre stizzita: “Olimpia e le principesse”, “Parlare a VanVera”, “La mummia che fuggì dal museo” erano testi da 100 pagine ciascuno, riempiti da caratteri cubitali, che non mi davano nessun gusto; riuscivo a divorarli in poche ore. Non c’era gusto!
E poi, eccolo, sempre e solo lui, Harry Potter, cascarmi fra le mani proprio poche settimane dopo averne visto il film. Credo che l’unica persona sulla faccia della terra ad aver letto i libri di Harry Potter (allora ne erano stati pubblicati solo quattro) nel seguente ordine, sia stata io:
4. Harry Potter e il Calice di Fuoco
1. Harry Potter e la Pietra Filosofale
2. Harry Potter e la Camera dei Segreti
3. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Anche se ci capii ben poco in quelle 400 pagine del quarto libro di Harry Potter visto che mi ero persa solo i tre romanzi precedenti, me ne innamorai. Per la prima volta in vita mia, avevo avuto la prova tangente che la lettura è quanto di più bello esista.

ODIAVO con tutta me stessa WOLFGANG AMADEUS MOZART
E qui siamo allo stato di pazzia più puro.
Un giorno, ascoltando su un’enciclopedia multimediale, la sonata in do diesis minore  op. 27 n. 2 "CHIARO DI LUNA" di Ludwig van Beethoven, capii che nel mio cuore c’era posto anche per lei: la musica classica.
Quest’amore per Beethoven mi condusse, però, ad odiare colui che, nella storia della musica, è sempre stato definito come il suo più grande rivale artistico: Wolfgang Amadeus Mozart.
E se ora amo quest’ultimo con tutta me stessa, lo devo solo alla mia insegnante di musica delle scuole medie inferiori. Portò a scuola, infatti, un film sulla vita di Mozart: Amadeus. Da quel giorno rivedo almeno una volta all’anno questo film spettacolare, che consiglio a tutti di vedere.

ODIAVO con tutta me stessa NOTRE-DAME DE PARIS
Ne avevo sentito parlare eccome!! “Il musical più spettacolare che sia mai stato prodotto negli ultimi anni”, “Un cast eccezionale per una storia d’amore senza tempo”, “Musiche di Riccardo Cocciante”.
Ne dissero tante, una migliore dell’altra! Finché non lo trasmisero per la prima volta in televisione, questo benedetto Notre-Dame de Paris.
“Che orrore”, pensai. “Eppure ne avevano parlato così bene…! Che delusione”.
Ricordo quando ho pronunciato queste parole come se fosse stato ieri: Giò di Tonno (alias Quasimodo) osannava le sue campane, claudicando per tutto il palcoscenico e cantando con quella sua voce ruggente.
Poi, un bel giorno, a casa di Esme89, riascolto quel meraviglioso colosso che è Vittorio Matteucci (alias Claude Frollo) nel suo primo “Intervento” al primo atto dell’opera… e poi: “BELLA”, la canzone del secolo, quella che qualunque donna vorrebbe sentirsi dedicata.
Da allora, iniziai a smaniare ogni qual volta sentivo parlare di Notre-Dame de Paris. Ne ho letto il romanzo tre volte e sono perfino andata al GranTeatro di Roma a vederne il musical dal vivo: spettacolare!

ODIAVO con tutta me stessa LA MATEMATICA
Quelle maledette tabelline insegnate come il cavolo alle scuole elementari, non me l’avevano mai fatta capire!
Credo che sia stata l’unica sulla faccia della terra ad imparare la tabellina del 2 così: 2 4 6 8 10 ecc… invece di:
2*0 = 0
2*1 = 2
2*2 = 4 e così via…
E ti credo che non appena mi trovavo davanti un’operazione di elevatissimo livello matematico del tipo 2*5=? non avevo idea di cosa stessimo parlando. Io non sapevo che 2*5 facesse 10; sapevo che quando arrivavo al numero che corrispondeva al quinto dito della mano sinistra, il risultato della tabellina del 2 era 10. Stop.
Quando arrivai alle scuole medie inferiori, il mio amato professor Vincenzo Rizzi (venuto a mancare proprio nel corso di quell’anno) aveva compreso le mie profonde lacune matematiche. Eppure mi è sempre stato vicino, mi ha sempre aiutata a capire che (come dice la sigla del telefilm NUMB3RS) “la matematica non è solo formule ed equazioni: è logica, è razionalità”. Dopo la sua scomparsa, il compito di farmi amare la matematica passò alla professoressa Elvira Meterangelo, che lo ha conseguito con il massimo dei risultati.
Iniziavo ad amare le sfide che presentava alla classe quando assegnava quei famosi problemi di algebra "facoltativi" perché non era necessario svolgerli se non ci si riusciva. Allora, appena tornavo a casa, partivo proprio da quelli: la mia sfida del giorno. Ed era un’immensa soddisfazione poter rispondere: “Io l’ho svolto” quando lei chiedeva “Chi ha saputo risolvere il problema facoltativo?”.
Perciò, attualmente, posso dire con certezza che la matematica mi fa impazzire, che la adoro, che insieme all’informatica è tutto per me!

E da qui, passiamo al cruccio (è troppo simpatica questa parola ) che mi tormenta già da un po’ di tempo: la facoltà da intraprendere subito dopo il diploma.
C’è chi dice che “è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela”; della serie: “stiamo ancora a ottobre e tu pensi già all’università??”
Sì, ci penso! Perché non voglio arrivare come molti miei coetanei alle soglie delle iscrizioni accademiche senza avere la più pallida idea di cosa volerne fare di 12 anni di studio, o con la fretta di dover decidere fra delle facoltà differenti tra loro.

Ingegneria Informatica o Economia Aziendale? Questo è il dilemma…
La prima è il perfetto connubio tra le mie più grandi passioni: l’informatica e la matematica.
La seconda è la materia per la quale, come ho più volte ripetuto anche su questo blog, non smanio poi così tanto.

La ragioneria, infatti, non mi dispiace, ma nemmeno mi entusiasma. Se voglio, la ribalto così come meglio mi pare e piace: soprattutto se la studio. Perché è questo il punto: l'intera classe in cui mi ritrovo (professoressa Wally compresa) crede che io sia un'ebete in questa materia dal momento che è rimasto nella storia il mio primo 6 in pagella lo scorso anno. Nessuno riesce a capire, però, che io quel maledetto 6 lo devo a Dorian Gray, al fatto che per causa sua non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello di studiare quella benedetta ragioneria! Quest'anno le cose sono cambiate, la sto studiando passo passo dall'inizio e, con un po' più di difficoltà rispetto agli altri che l'hanno seguita splendidamente anche lo scorso anno, riesco a capirla. E spero di aver chiuso una volta per tutte con questo discorso.
La facoltà di Economia Aziendale sarebbe nella mia città ed io sarei circondata da tutti i miei familiari già belli e laureati in Economia Aziendale.

L’ingegneria informatica mi preoccupa un po’ perché dovrei affrontare materie come fisica e chimica che per me sarebbero arabo. Ma, dopotutto, non ci sono stuoli di ragazzi che seguono Economia Aziendale senza avere la più pallida idea della differenza che intercorre fra debiti, crediti, costi e ricavi?
So solo che, con l’intraprendenza che mi ritrovo, potrei trovarmi bene con le suddette discipline; non benissimo, certo, ma pian piano tutto può succedere.
La facoltà sarebbe ad un’ora e mezzo di treno dalla mia città e sarei la prima in tutta la famiglia ad intraprenderla. Uguale=aiuto zero se ho difficoltà.

Eppure spesso mi tornano in mente Harry Potter, i libri, Mozart, Notre-Dame, la matematica e tutte quelle cose che non avrei mai immaginato di poter amare così tanto nemmeno nei miei incubi peggiori.

Gringoire: “C’è un iscrizione là, un’incisione che
non so che cosa sia
in quella galleria.
Ditemi che significa ‘ANAΓKH

Frollo: “Lei regna su di te
‘ANAΓKH è in greco ma per noi è FATALITÀ

Se il mio destino, la mia ‘ANAΓKH, la mia fatalità vorrà ancora che il mio amore più grande debba essere il mio odio peggiore, e sia.
Dopotutto lo diceva anche Pierre Gringoire, poeta del romanzo-musical Notre-Dame de Paris:

FATALITÀ: la vita la devi a lei”.

‘ANAΓKH

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HAPPY BIRTHDAY TO HARRY

mercoledì, 01 agosto 2007

31 LUGLIO 2007

BUON COMPLEANNO

HARRY POTTER!

ed estuche scrisse alle 23:19 -
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sabato, 28 luglio 2007

Pizzicotta: "E' troppo bello Harry Potter e la Pietra Filofocale"

Venerdì 27/07/2007 h. 15:41

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La lacrima è assicurata

giovedì, 12 luglio 2007

   « Sciledde! » esclamò Neville, lo sguardo fisso oltre le spalle di Harry, il viso sudato di colpo raggiante.

   « Che cosa?

   « Sciledde! »

   Harry si voltò. Albus Silente era comparso sopra di loro, stagliato sulla soglia della Stanza dei Cervelli, la bacchetta levata, il volto pallido e furente. Harry si sentì attraversare da una sorta di scarica elettrica… erano salvi.

   Silente scese i gradini in fretta, passando accanto a Neville e Harry, che ormai non avevano più alcuna intenzione di andarsene. Era già ai piedi della gradinata quando i Mangiamorte più vicini si accorsero della sua presenza e urlarono un avvertimento. Uno tentò di scappare, arrampicandosi come una scimmia sui gradini di pietra. L’incantesimo di Silente lo trasse indietro senza sforzo, come se lo avesse agganciato con una lenza invisibile…

   Soltanto due continuavano a combattere, a quel che pareva ignari del nuovo arrivo. Harry vide Sirius schivare il fiotto di luce rossa di Bellatrix e deriderla.

   « Avanti, puoi fare di meglio! » le gridò, la voce echeggiante nella vastissima sala.

   Il secondo getto luminoso lo colpì in pieno petto.

   La risata non gli si era ancora spenta sul viso, ma il colpo gli fece sgranare gli occhi.

   Senza rendersene conto, Harry lasciò andare Neville. Scese di nuovo a balzi i gradini ed estrasse la bacchetta, mentre anche Silente si voltava verso la piattaforma.

   Sirius parve impiegare un’eternità a toccare terra: il suo corpo si piegò con grazia e cadde all’indietro oltre il velo logoro appeso all’arco.

   Harry colse un misto di paura e stupore sul suo volto sciupato, un tempo così attraente, mentre varcava l’antica soglia e spariva dietro il velo, che per un momento ondeggiò come scosso da un forte vento, poi ricadde immobile.

   Udì l’urlo di trionfo di Bellatrix Lestrange, ma sapeva che non significava niente… Sirius era solo caduto al di là dell’arco, da un momento all’altro sarebbe ricomparso…

   Ma Sirius non ricomparve.

   « Sirius! » urlò Harry. « Sirius! »

   Era in fondo ai gradini, il fiato mozzo, i polmoni in fiamme. Di sicuro Sirius era dietro la tenda, lui, Harry, l’avrebbe tirato fuori…

   Fece per lanciarsi verso la piattaforma, ma Lupin lo bloccò, circondandolo con le braccia, e lo trattenne.

   « Non puoi fare niente, Harry… »

   « Fermalo… salvalo… è appena passato…! »

   « …è troppo tardi, Harry »

  « Possiamo ancora raggiungerlo… » Harry si divincolò con violenza, ma Lupin non lo lasciò andare…

   « Non puoi fare più niente, Harry… niente… se n’è andato ».

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Capitolo 35, Oltre il velo

Pagg. 746-747

ed estuche scrisse alle 13:39 -
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Torniamo a recensire...

mercoledì, 11 luglio 2007

Harry Potter e l’Ordine della Fenice è il quinto dei sette libri (uno non ancora pubblicato) appartenente alla saga di Harry Potter, un giovane mago ormai 15enne che frequenta il suo quinto anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.




La scrittrice Joanne Kethleen Rowling, che grazie alle avventure di Harry Potter è attualmente la donna più ricca del Regno Unito dopo la Regina Elisabetta, scrive storie da quando era bambina ed ha sempre desiderato diventare scrittrice. L’ispirazione per Harry Potter le venne anni fa su un treno da Manchester a Londra: arrivata alla stazione di King’s Cross (nota nei sui libri come la stazione che ospita il Binario 9 ¾ dal quale parte l’Espresso per Hogwarts, il treno invisibile all’occhio umano dei non-maghi comunemente chiamati Babbani e diretto alla Scuola di Magia), quasi tutti i personaggi avevano già acquistato carattere.




Pubblicato dalla Salani Editore e appartenente al genere fantastico, il quinto romanzo di Harry Potter è la continua del quarto volume della saga che aveva lasciato i numerosi lettori delle avventure del giovane mago con i suoi inseparabili amici, Ron Weasley e Hermione Granger, con il fiato sospeso: Lord Voldemort, il più temuto stregone degli ultimi cent’anni, era tornato. Di tutte le cose insolite di Harry Potter, la cicatrice a forma di saetta che aveva sulla fronte era la più straordinaria. Non era, come i Dursley (i suoi unici parenti tutti e tre Babbani e con un atteggiamento davvero medievale nei confronti della magia) avevano sostenuto per dieci anni, il segno dell’incidente d’auto in cui erano morti i genitori di Harry; perché Lily e James Potter non erano morti in un incidente. Erano stati uccisi proprio da Lord Voldemort. Ma Harry era scampato dal suo attacco senz’altro segno che quella cicatrice: la maledizione di Voldemort, invece di ucciderlo, si era ritorta contro chi l’aveva scagliata e, più morto che vivo, lo stregone era fuggito…




Ma lo scorso anno era tornato più temibile e orrendo che mai, intenzionato a ricostruire il suo esercito formato da giganti, maghi, streghe e dissennatori (orribili creature senza piedi o volto visibili sotto una lunga veste nera, che risucchiano via la felicità, e quindi l’anima, dalla bocca di chi viene baciato da loro). Ma la cosa che più Voldemort desidera ottenere agendo in segreto è un’arma, una cosa che l’ultima volta non aveva.




Qualcosa, però, è cambiato anche in Harry. Ormai 15enne viene divorato da frustrazione, dalla rabbia e dall’ansia di ribellione tipiche dell’età adolescenziale.


In questo travolgente romanzo ambientato come sempre nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, J. K. Rowling non cessa di stupire i suoi lettori. Tessendo un’altra stupefacente trama riesce, questa volta, a dar voce alle inquietudini dell’adolescenza, ad arricchire il suo già mirabolante universo di nuove creature e di nuov indimenticabili personaggi, e anche a mettere in guardia il lettore contro la stupidità del potere e di chi lo usa per combattere il talento, il coraggio, la fantasia e la diversità.

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FANMANIA

mercoledì, 11 luglio 2007

Se anche voi stamattina siete andati a fare colazione con il quinto romanzo della Rowling sotto braccio e con ancora fervido nella mente l’incubo notturno in cui eravate largamente in ritardo alla prima cinematografica del vostro maghetto preferito, beh sappiate che siete affetti da una grave forma di FANMANIA… Purtroppo non c’è cura…


 


Io sono consapevole di esserne affetta… e voi??

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LA PROFEZIA

martedì, 10 luglio 2007

Era venerdì 4 gennaio 2002 quando mio padre mi convinse ad andare al cinema per vedere questo famigerato Harry Potter… mai sentito nominare! A dir la verità, non avevo nemmeno voglia di andar a vedere questo film, mi sembrava un’assoluta perdita di tempo. Chi l’avrebbe mai detto che poi avrei totalmente perso la testa per quel maghetto quatt’occhi, mingherlino e un po’ sfigato che solo io sulla faccia della terra non conoscevo ancora!


A farla breve, quella sera non staccai gli occhi dal grande schermo nemmeno durante l’intervallo! Non solo Daniel Radcliffe – allora 12enne – era uno spettacolo della natura per una sua coetanea alle prime fasi con le famigerate tempeste ormonali adolescenziali, ma la trama del film (tratto dall’omonimo romanzo) era davvero travolgente!! Da quell’anno in poi, andai sempre al cinema il primo giorno dell’uscita dei nuovi episodi della saga e, pian pianino, iniziai a leggere tutti i romanzi pubblicati dalla Salani Editore fino ad allora. La cosa che ricordo con maggior chiarezza di quel venerdì 4 gennaio 2002 furono queste mie testuali parole dette a Pizzicotta: “Ma tu mi immagini a 18 anni davanti al cinema Laltrocinema con tutti i bambinetti ad aspettare l’uscita del quinto film? Ammesso che arrivino a farlo…”.


Quel giorno è arrivato e pare proprio che la profezia si sia avverata…

ed estuche scrisse alle 19:54 -
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Spettacolo Spettacolare

sabato, 16 giugno 2007

(ANSA) - ROMA, 14 GIU - Il nuovo film di Harry Potter debutterà in molti paesi solo a luglio, ma le immagini sono già diventate francobollo. Ci hanno pensato le Poste Australiane che al quinto film della saga, Harry Potter e l’Ordine della Fenice, hanno dedicato oggi un foglietto con dieci francobolli. Lo segnala il sito filatelico specializzato “vaccari news” ricordando che già nel 2005 aveva dedicato una serie di francobolli al film Harry Potter e il Calice di Fuoco.


 

Francobolli HP5

ed estuche scrisse alle 16:39 -
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E come per magia... LA RIBELLIONE HA INIZIO!

giovedì, 14 giugno 2007

hp5Erano secoli che aspettavo questo giorno, quello in cui andando a zonzo allegramente con le mie amiche per la città, avrei visto per la prima volta la locandina che annunciava l’arrivo del nuovo film Harry Potter e l’Ordine della Fenice! Data prevista per l’estasi: 11 LUGLIO 2007.

 

In quest’ultimo capitolo della saga cinematografica, Harry torna alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts per frequentare il quinto anno e scopre che gran parte della comunità di maghi è stata portata a credere che la storia del suo incontro, quasi fatale, con il malvagio Lord Voldemort sia una bugia, mettendo quindi in dubbio la sua onestà. Ma la novità peggiore è che il Ministro della Magia, locandina5Cornelius Caramel, ha nominato un nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure, la professoressa Dolores Umbridge. Il corso della Umbridge, approvato dal Ministero, rende però i giovani maghi incapaci di difendersi veramente contro le forze del Male che li minacciano, tanto che Harry si fa convincere dai suoi migliori amici, Ron e Hermione, ad affrontare il problema. Organizza degli incontri segreti con un piccolo gruppo di studenti che si fanno chiamare ES, “L’Esercito di Silente” (Preside di Hogwarts), e insegna loro come difendersi contro le Arti Oscure, preparandoli ad affrontare la formidabile battaglia che li aspetta.

Nel contempo, un gruppo di maghi riporta in auge l’Ordine della Fenice, un’organizzazione segreta retta da Albus Silente, il cui scopo è combattere Lord Voldemort e i suoi alleati. Già istituito durante il periodo di maggior potere di Voldemort, l’Ordine si sciolse quando il Signore Oscuro sembrò essere stato definitivamente sconfitto dal piccolissimo Harry durante il suo attacco alla residenza dei Potter.

Dopo il ritorno di Voldemort (avvenuto nel quarto romanzo), Silente richiama i restanti membri dell'Ordine – e nuovi altri – rifondandolo ed istituendo come suo Quartier Generale il numero 12 di Grimmauld Place, a Londra, ex residenza della famiglia di Sirius Black, padrino di Harry.

 

Non vedo l’ora che arrivi in fretta e furia quest’attesissimo 11 luglio: chi mi vorrà, mi troverà (come da quattro anni a questa parte) sulla soglia de Laltrocinema a smaniare come una matta insieme a tutti i bambinetti di 10 anni che vedono in Harry Potter l’eroe dei nostri tempi.

Dopotutto, non hanno poi tutti i torti… come si fa a non amarlo, il mio Harry??

 

P.S.: Chi vorrà unirsi a me l’11 luglio, me lo renda noto già da ora, ché io inizio a prenotare, eh!

N.B. ai miei amici di classe: evitate di lasciare commenti in cui paragonate la Umbridge a qualcuno di nostra conoscenza, grazie!

 

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Come Mamma(lucia) l'ha fatta

sabato, 21 aprile 2007

Oggi ho deciso di aprire quest’ennesima categoria, mossa da una serie di eventi che mi hanno confermato che questa era realmente la cosa più giusta da fare.

Si sa, al mondo esistono miti e leggende con storie inverosimili, che spesso prendono foggia dalla sfolgorante creatività di qualche scrittore fantascientifico o, meglio ancora, dal genio ineguagliabile di scrittori classici, i creatori dei Miti con la “emme” maiuscola.

In quanti restano sedotti da supereroi come Superman, Batman, Wonder Woman (non potevo non menzionarla ) e – perché no? – lo stesso Harry Potter ()? Tanti e forse, in alcuni casi, anche troppi. Eppure io ho scelto di mettere da parte gli eroi nati dalla fervida immaginazione di uno scrittore, gremiti fino all’osso di superpoteri innati, almeno per un momento; di veri miti, nel nostro tempo, ce ne sono a bizzeffe. Ci capita di essere in loro compagnia tutti i giorni, di avere il piacere e la fortuna di poter assaporare ogni piccola cosa che li rende speciali sempre. E allora perché ricorrere a eroi inventati e fittizi quando ne abbiamo tanti che sono al nostro fianco ogni giorno?

Ecco l’intento di quest’ennesimo buco da riempire: parlarvi dei miti che io ho avuto ed ho la fortuna di conoscere, persone speciali tanto più perché hanno l’umiltà di non ammetterlo quando glielo si dice, uomini e donne, ragazzi e ragazze senza le quali la mia vita, sicuramente, sarebbe piuttosto diversa.

 

 

 

Il primo? O – per meglio dire – la prima?

È una mia compagna di classe nonché fedele amica, nota sul blog di Leo54 come Mammalucia.

Per parlarvene, non saprei da dove iniziare viste le tante prerogative che la rendono singolare. Superba nello studio, ma anche nell’amicizia: è di un altruismo sbalorditivo e, con la sua innata simpatia, riesce a mostrarti sempre il lato positivo delle cose.

Gran parte della nostra classe sarebbe persa senza di lei. Ma il bello sta proprio in questo: è così briosa come persona, che riesce a farsi amare per quello che è (cioè un mito) e non di certo per le materie che fa copiare quotidianamente! (no comment per quest’ultima parte della frase ).

È un punto di riferimento per chiunque la conosca, perché sa sempre darti una mano anche quando forse – e parlo per esperienza personale – non la meriteresti affatto. Anche stremata dallo studio, riesce sempre a dare performance al top, da 10 (come la sua media ); non come noi, comuni mortali, che per dare il massimo in una materia, ci ritroviamo a doverne recuperare due!

È lei, è unica, è l’esempio perfetto di persona che vorresti e augureresti a tutti di avere la fortuna di incontrare, dalla quale hai solo tante cose da imparare.

Ricordo che in primo superiore la sua eccelsa bravura a scuola mi spronava sempre a dare il massimo per cercare di raggiungerla, come nelle più belle competizioni fatte con sportività; e il bello era che spesso riuscivo a raggiungere il mio scopo! Poi, però, ho realizzato che la lotta era impari: lei era veramente un genio mentre io mi illudevo di esserlo e, perciò, ho abbandonato l’ardua impresa intrapresa all’inizio.

Rancore, ira, insufficienza, egoismo non sono parole menzionate nel suo vocabolario. Per lei le parole magiche sono soprattutto: scuola, amici, AT (il suo fidanzato) nonché Winnie Pooh e Hello Kitty.

L’unico consiglio che mi permetterei di darle è di non preoccuparsi, perché è perfetta così com’è, non le serve cambiare o migliorare in nulla, perché ha già raggiunto la vetta in tutto quello che le serve davvero ( a buon intenditor, poche parole... ).

Non ho mai avuto il coraggio di encomiarla di persona così come sto facendo ora, non riuscirei a continuare il mio discorso vedendola arrossire così come è solita fare quando la si elogia.

Pertanto, augurandole, come minimo, di continuare ad essere sempre se stessa nonché punto di riferimento per tanti, chiudo questo primo post dedicato ad uno dei tanti miti che ho l’onore e la fortuna di conoscere.

Se la incontraste, anche voi assentireste a dire – così come Leo54 ha avuto l’arguzia di sottolineare – che è bello sapere di poter contare su una “seconda mamma”: Mammalucia

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Never mind

domenica, 15 aprile 2007

Personaggi

 

Harry Potter as Estuche

Ron Weasley as Pizzicotta

Hermione Granger as la coscienza di Estuche

 

Contesto

 

Harry e Ron, fedeli amici di lunga data a tal punto da avere un rapporto che può apparire quasi parentale, litigano per una mera sciocchezza rovinando, così, la loro fulgida amicizia. Solo dopo aver notato di aver pronunciato uno sproposito marchiano, Ron chiede scusa ad Harry per le assurdità dette, ed anche quest’ultimo contraccambia, accortosi di aver scioccamente esasperato la condizione che si era venuta a creare.

Il litigio di un’amicizia vera non apporta mai danni irreversibili.

 

 

H

ermione stava in mezzo a loro, tesa, guardando dall’uno all’altro. Ron aprì la bocca, incerto. Harry capì che stava per scusarsi e all’improvviso sentì che non aveva bisogno di ascoltarlo.

   « È tutto ok » disse, prima che Ron potesse spiccar parola.

« Lascia perdere ».

   « No » disse Ron. « Non avrei dovuto... »

   « Lascia perdere » ripeté Harry.

   Ron gli sorrise, imbarazzato, e Harry ricambiò il sorriso.

   Hermione scoppiò in lacrime.

   « Non c’è niente da piangere! » le disse Harry, sbalordito.

   « Voi due siete così stupidi! » gridò lei tra le lacrime, pestando il piede a terra. Poi, prima che uno di loro potesse fermarla, abbracciò tutti e due e sfrecciò via, singhiozzando con tutte le sue forze.

  « Quante storie » commentò Ron, scuotendo la testa.

 

dal romanzo Harry Potter e il Calice di Fuoco, p. 308

 

 

 

E grazie anche (per non dire soprattutto) a tutti coloro che nel corso di questo momento un po’ fosco dettato dalla mia squilibrata identità, mi hanno confortata ed esortata senza tregua a riaprire questo pazzo blog, nonché a tutte le persone che, come Pizzicotta, sono state o vorranno essere i miei personalissimi critici...

Mai esistiti artisti migliori

L'importante è non esagerare, però.  

Per loro, amanti e critici della lettura, ci sarà sempre un buco speciale qui.

Perdonate le mie semplicissime parole, ma ancora

grazie, grazie, grazie

a tutti voi

(eccetto alla profe di “profe, mi giustifico!” alla quale poco gliene cale del mio blog... tuttavia a me, il suo, piacerà sempre!) 

 

À bientôt, mes amis!