18 GIUGNO 2008
Inizio degli Esami di Stato 
ed estuche scrisse alle 19:30
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riempiendo i buchi exciting
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18 GIUGNO 2008
Inizio degli Esami di Stato 
ed estuche scrisse alle 19:30
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[Vedendo Miss Italia]
Estuche: "Dai, questa è carina...!"
Pizzicotta: "E' un doppio servizio"
Estuche: "Perché?"
Pizzicotta: "E' un doppio cesso!"
Lunedì 24/09/2007 h. 21:40
ed estuche scrisse alle 19:08
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riempiendo i buchi famigliarizzando, le supposte di pizzicotta
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Estuche: "La smetti di fare la scema?!"
Pizzicotta: "Ma io non sto sterzando (scherzando)"
Lunedì 24/09/2007 h. 19:04
ed estuche scrisse alle 19:06
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riempiendo i buchi famigliarizzando, le supposte di pizzicotta
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Pizzicotta: "Che c'entra la musica di Superman con la presentazione delle ragazze di Miss Italia?"
Wonder Woman: "Forse scendono volando"
Venerdì 21/09/2007 h. 22:00
ed estuche scrisse alle 19:03
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riempiendo i buchi famigliarizzando, le supposte di ww
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Speaker pubblicità: "Toscano fa muovere gli immobili in Italia"
Don Corleone: "E che è, un terremoto?"
Mercoledì 19/09/2007 h. 21:46
ed estuche scrisse alle 19:00
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riempiendo i buchi famigliarizzando, le supposte del padrino
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E tanti auguri a Wonder Woman che - tu guarda un po' - festeggia il suo compleanno il giorno successivo al mio
Gli anni non li diciamo, per le donne non è carino...
Unitevi a me per augurarle un compleanno FA-VO-LO-SO! 
ed estuche scrisse alle 19:47
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ed estuche scrisse alle 18:06
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riempiendo i buchi exciting
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D: "Perché nella Scultura di sé fa l'elogio del dandy?"
R: "Vede, il dandy non è una persona che si veste in modo stravagante, che fa delle eccentricità, ma una persona sempre alla ricerca di un'identità riconoscibile dall'esterno. Un esempio di resistenza individuale in un mondo di massa, un bastione contro l'involgarimento dell'epoca, un solitario perennemente teso alla costruzione di sé".
Michel Onfray(Intervista di Giuseppe Scaraffia)
ed estuche scrisse alle 14:27
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riempiendo i buchi oscar wilde, exciting, pensieri dandy
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Per un'intera estate mi ha tormentata.
Notte. Avevo paura della notte, perché sapevo che l'avrei rincontrata nei miei sogni: lei, Wally.
Non sapete chi è Wally?? Ma come!
E' la professoressa della mia amata Economia aziendale (alias Ragioneria).
L'ho sognata per 3 notti di villeggiatura ed una notte di post-villeggiatura lì, pronta nei miei incubi, ad interrogarmi e a rinfacciarmi che io sono un'ignorante nella sua materia. Convinta, nella realtà, che io la sua materia non la voglia studiare, quando non è vero: io la sua materia non riesco a comprenderla!
E non so perché...
Nella notte di san Lorenzo, ero in quel di Mattinata con don Corleone, stesi su un lettino ad osservare le stelle cadenti, quando lui mi fa: "Ho appena visto una stella cadente"
Estuche: "Che desiderio hai espresso?"
Don Corleone: "Che prendi 7 in ragioneria"
Estuche: "Solo 7?? Potevi chiedere almeno un 9!"
Don Corleone: "Per i miracoli dobbiamo chiedere al Padre Eterno!"
Poi, l'altro ieri, l'incubo degli incubi: la incontro per strada mentre ero in giro con don Corleone.
La salutiamo mentre ci ricambia il saluto passandoci accanto, e dico a don Corleone: "Però è dimagrita...!"
Don Corleone: "Quello è tutto il veleno che le fai prendere tu!"
Nell'attesa che arrivi domani, ridiamoci su... 
ed estuche scrisse alle 12:40
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Lunedì 10 alle ore 10:10 l'Istituto Tecnico Commerciale Ragioneria Programmatori "Blaise Pascal" (con l'accento sull'ultima "a", mi raccomando!) di Foggia, riaprirà i battenti anche per le classi quinte.
Mi prenderete per matta, lo so, ma la prima frase che mi è venuta in mente all'udire tutti questi 10 è stata: "FINALMENTE!"
ed estuche scrisse alle 16:44
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riempiendo i buchi exciting, pensieri dandy
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Speaker pubblicità: “Domani, in prima visione, la serie televisiva Cold Case”
Pizzicotta: “COL CHEIS che li acchiappi gli assassini…!”
Venerdì 07/09/2007 h. 14:07
ed estuche scrisse alle 14:17
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Il Dandismo degli Angeli Adulatori

Adulare [a-du-là-re] lodare in modo esagerato e insincero, di solito per interesse o per servile compiacenza; lusingare, blandire.
Per i più, adulare non è un difetto, bensì una sorta di deficienza, una vera e propria imperfezione tipica della morale. Dopotutto, chi non riuscirebbe a pensarlo leggendo sul dizionario di lingua italiana la su scritta definizione? Eppure il vero Adulatore, è un po’ come la donna “angelicata” del sommo poeta; il vero Adulatore non è altri che un Angelo che ha come primo intento quello di far apparire la nostra autostima, e non meno la sua immagine ai nostri occhi, come qualcosa di fulgido e rilucente sopra ogni altra cosa. E solo un vero Angelo Adulatore consegue elegantemente il suo fine.
Pertanto, oltre ad essere un esempio tangibile e ineguagliabile del Dandismo più puro, l’Adulatore, a mio parere resterà, senza eccezione, un qualcuno sempre pronto a guarire, fortificare ed esaltare con innato Dandismo e ineffabile coerenza, l’animo del suo “prescelto” che, ineluttabilmente, si convertirà a quei congeniti dettami dello stile più raffinato che tanto gli avranno cambiato la vita.
ed estuche scrisse alle 11:47
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Conteggio delle carte
Jolly 30 punti
Asso 15 punti
2 (pinella) 20 punti
dal 3 al 7 (scartine) 5 punti
dall’8 al K 10 punti
Canasta sporca 100 punti
Canasta pura 200 punti
Chiusura 100 punti
Regole per 2 giocatori
Dopo aver mischiato due mazzi di carte francesi, stendetele sul tavolo. Ogni giocatore dovrà sceglierne una: la carta con unità numerica maggiore riceverà le carte (cioè sarà di mano) e darà i pozzetti mentre l’altro distribuirà le carte.
N.B. Ricordo che la sequenza di carte, in ordine decrescente è K Q J 10 9 8 7 6 5 4 3 2 Asso. Nel caso in cui si peschino due carte della stessa unità numerica, si terrà conto della prevalenza di palo: Cuori, Quadri, Fiori, Picche che potrete ricordare più facilmente con la filastrocca Come Quando Fuori Piove.
Esempio: un giocatore pesca un 7 di quadri e l’avversario un 7 di cuori. Colui che avrà pescato il 7 di cuori riceverà le carte e darà i pozzetti.
Dopo aver rimischiato i mazzi di carte, il giocatore che ha pescato la carta di unità numerica maggiore e che, quindi, riceverà le carte, alzerà per primo un numero di carte dal mazzo che si è appena mischiato e inizierà a creare i pozzetti prendendo le carte dal fondo del mazzo appena alzato e NON dalla cima fino ad arrivare a formare due mazzetti aventi 11 carte ciascuno.
N.B. Le carte, di buona regola, vengono distribuite solo ed esclusivamente una alla volta per ciascun mazzo di carte.
Nel frattempo, il giocatore che in precedenza aveva pescato la carta di unità numerica inferiore, prenderà il mazzo di carte rimasto sul tavolo e inizierà a distribuire 11 carte per l’avversario e per sé, prendendo le carte, questa volta, dalla cima del mazzo. Dopo aver fatto ciò, pesca un’ultima carta e la scopre sul tavolo.
Il giocatore che avrà fatto i pozzetti, li collocherà al suo fianco ponendoli esattamente nell’ordine in cui sono stati creati, quindi il primo mazzetto sopra il secondo. Dopo aver fatto ciò, posizionerà le carte avanzategli di fianco alla carta scoperta e, sopra quelle, il giocatore che avrà distribuito le carte, porrà quelle avanzate a lui.
Si gioca!
Il giocatore di mano (colui che ha fatto i pozzetti, in parole povere) sarà il primo a pescare dal mazzo e, quindi, il primo a scartare.
N.B. Un’importante regola del gioco vuole che il giocatore di mano sia l’unico a poter pescare la carta a terra scoperta (nel caso gli serva, ovviamente) senza dover mettere necessariamente un tris del suo gioco a terra (cosa che dovrà fare qualsiasi giocatore, anche colui che è stato di mano, subito dopo la prima mossa per poter prendere le carte a terra precedentemente scartate). Quando un giocatore prende le carte a terra, deve necessariamente prenderle tutte, anche se effettivamente gli serve solo l’ultima scartata. Pertanto, non conviene “prendere da terra” – come si dice in gergo – quando le carte sono molte e si è consapevoli del fatto che l’avversario è vicinissimo alla chiusura definitiva.
Lo scopo del gioco è creare tris e scale. I tris possono prevedere anche due carte uguali anche nel palo e non solo nell’unità numerica; le scale devono ovviamente essere dello stesso palo. Per completare un tris o una scala, si possono usare i jolly e le pinelle (cioè i 2 di qualsiasi palo).
N.B. I jolly e le pinelle (cioè di 2 di qualsiasi palo) hanno lo scopo di sostituire le carte mancanti in un tris o una scala.
Esempio: ho un K ed un J; perciò utilizzo o il jolly o la pinella per creare la mia scala in modo che sostituisca il Q mancante finché non riesco a pescarlo.
È preferibile utilizzare il jolly nei tris e la pinelle nella scala, ancora meglio se è dello stesso palo della scala in cui viene utilizzata. Ogni tris e ogni scala può accogliere un solo jolly o una sola pinella. La pinella, quando prende effettivamente il posto del 2, perde la sua funzione di “sostituto” e non può più essere spostata all’interno della scala in cui è stata utilizzata. Perciò, è preferibile utilizzare una pinella dello stesso palo della scala in cui viene usata, in modo da avere più possibilità per creare una canasta pura spostando, in ultimo, la pinella stessa al posto del due, se possibile. Se si utilizza il jolly in una scala, la si sporca automaticamente. Jolly e pinelle, una volta che vengono utilizzati, non possono essere più essere ripresi in mano per essere riutilizzati ma possono solo essere spostati all’interno del tris o della scala in cui sono stati posizionati.
Quando si gioca in due, consiglio di non scoprire il proprio gioco subito ma, anzi, di mantenerlo celato al proprio avversario fino a che non potete far altro che chiudere. In questo modo, l’avversario potrà scartare inavvertitamente delle carte che possono servirvi per completare o creare tris e scale.
Nel gioco del Burraco, come dicevo prima, esiste la canasta che non è altro che un tris di sette carte o una scala di sette carte consecutive. Quando viene effettuata una canasta sporca, la settima carta deve necessariamente rimanere scoperta ma posizionata non più verticalmente ma orizzontalmente. Se, invece, la canasta è pura, la carta deve essere coperta e posizionata al termine del tris o della scala orizzontalmente. Oltre al valore delle carte che formano la canasta, essa ha valore di 100 punti in più se sporca e di 200 punti in più se pura. Dopo aver fatto una canasta, possono essere attaccate sia in cima che alla fine (ma anche nel mezzo se vi sono jolly o pinelle a sostituire altre carte) altre carte adatte a completare o il tris o la scala (si spiega, così, il consiglio di utilizzare una pinella dello stesso palo in cui viene usata, in modo da avere più possibilità di poterla spostare al posto del 2 dopo aver colmato il posto con la carta che precedentemente sostituiva). Le canaste di tris (oltre che un solo jolly o una sola pinella) possono contenere due carte uguali anche nel palo (ad esempio due 8 di picche) oltre alle altre. Se nella canasta di tris non vengono utilizzati né jolly né pinelle, la canasta è a tutti gli effetti pura e, quindi vale 200 punti. Stessa cosa vale per le scale (fa eccezione la pinella dello stesso palo che viene messa al posto del 2). Non si può chiudere definitivamente senza aver fatto almeno una canasta e non si può chiudere definitivamente scartando o un jolly o una pinella.
Le carte che vengono posizionate a terra non possono assolutamente essere spostate (eccetto per i jolly e le pinelle all’interno del loro tris o della loro scala), intercambiate fra loro, né tanto meno possono essere riprese in mano o utilizzate per scartare.
Quando sarete sicuri di poter chiudere (scartando o meno una carta), mettere a terra tutte le scale e i tris che avete creato e prendete il vostro pozzetto. Se sarete i primi a passare al pozzetto, ovviamente, prenderete il primo pozzetto che è stato creato, se sarete i secondi, vi toccherà prendere il pozzetto rimanente. Nel caso il vostro avversario riesca a prendere per primo il pozzetto, vi conviene scoprire il vostro gioco mettendo quanto più possibile a terra perché, nella malaugurata ipotesi in cui il vostro avversario chiuda, voi non dovrete pagare tutti quei punti che avete in mano, ma guadagnarli nel conteggio finale mettendoli a terra. Solo dopo aver preso il pozzetto ed averlo completamente utilizzato, aver creato una canasta (sporca o pura che sia) e scartato una carta che non sia un jolly o una pinella, potrete chiudere definitivamente. Se avrete chiuso e il vostro avversario non avrà preso il pozzetto, oltre a pagare i punti delle carte che ha in mano detraendoli da quelle che ha messo a terra, dovrà sottrarre il valore del pozzetto non toccato equivalente a 100 punti. Se le carte che ha messo a terra non basteranno a coprire il valore delle carte da pagare, nel conteggio verrà scritto il numero dei punti ancora da pagare, preceduto dal segno meno, numero che verrà sottratto al punteggio finale della partita successiva.
N.B. Nel conteggio finale, il pozzetto utilizzato non ha alcun valore! Perciò non cercate di rubare 100 punti ingiustamente :D Verranno conteggiate solo le canaste, la chiusura e le carte messe a terra.
Quando si passa al pozzetto non è obbligatorio scartare prima di prenderlo; in questo caso, il turno del giocatore che ha preso il pozzetto non sarà ancora effettivamente terminato e, pertanto, potrà continuare a fare il proprio gioco utilizzando le carte del pozzetto (senza pescarne una nuova dal mazzo o da terra, però!!) finché non ne scarterà una. Quando si passa al pozzetto senza scartare si dice in gergo che “si vola al pozzetto”.
Al termine del gioco, verranno conteggiate le carte. Innanzitutto il giocatore che avrà perso dovrà contare i punti che gli sono rimasti in mano e detrarli da quelli delle carte che ha a terra (lasciando, però, intatte le canaste di tris e di scale!). Successivamente, su un foglio di carta, verranno trascritti i punti delle canaste per ciascun giocatore (più quello della chiusura per il giocatore vincente) e poi ogni giocatore conterà i punti che ha a terra utilizzando le regole per il conteggio delle singole carte sopra enunciate ed utilizzate, ovviamente, anche per contare i punti da pagare.
Esempio: se il giocatore che ha perso, ha una canasta ma non ha preso il pozzetto, dovrà pagare il valore del pozzetto (100 punti) annullando la propria canasta (quindi riposizionando l’ultima carta nuovamente in maniera verticale e non più orizzontale) e conteggiando solo il valore delle carte che formano la scala.
Vince chi arriva a totalizzare per primo (nel corso di varie partite) 2000 punti.
Regole per 3 giocatori
Quando si gioca in tre, le regole di gioco restano sempre le stesse, cambiano solo alcune formalità. All’inizio, il giocatore che avrà pescato la carta di valore superiore, sarà sempre colui che riceverà e che farà i pozzetti e, quindi, alla sua destra ci sarà colui che darà carte. Ovviamente, ad ogni nuova partita, il turno del ricevente e di colui che darà carte, continuerà a procedere in senso orario.
Questa volta i pozzetti saranno diversi. Il primo pozzetto sarà formato da 18 carte, mentre il secondo normalmente da 11.
Con ciò accade che il giocatore che per primo arriverà al pozzetto (prendendo, quindi, quello da 18) giocherà da solo e metterà automaticamente in coppia i restanti due. Ciò vuol dire che i due giocatori che si ritroveranno in coppia, non solo potranno attaccare le loro carte al gioco scoperto del compagno, ma dovranno anche dividere a metà il punteggio complessivo ottenuto al termine della partita. All’inizio di una nuova partita, si inizierà sempre a giocare ognuno per conto proprio finché un giocatore non prende il primo pozzetto da 18.
Ovviamente, giocando in coppia, solo uno dei due restanti giocatori potrà prendere il pozzetto rimasto formato da 11 carte e, proprio colui che lo prenderà, dovrà far in modo da chiudere il gioco (per sé e per il compagno i coppia) quando il compagno di coppia ha meno carte possibili in mano, così da non dover pagare troppi punti al termine del gioco. Non appena un giocatore prende il pozzetto da 18, si consiglia agli altri due che saranno da allora automaticamente in coppia, di scoprire immediatamente i propri giochi in modo da mettere a terra più carte (e, quindi, più punti) possibile.
Regole per 4 giocatori
Anche stavolta le regole cambiano ben poco. Se si decide di affidarsi al caso per la composizione delle coppie, si procederà in questo modo: ogni giocatore pescherà una carta a caso. Coloro i quali avranno le carte di stesso colore, giocheranno in coppia. Se tutte o tre delle carte pescate avranno lo stesso colore, si procederà come anzi detto finché non si otterranno per risultato due carte pescate rosse e due nere. I giocatori in coppia dovranno sedersi uno di fronte all’altro in modo che alla fine si occupino, quindi, tutti e quattro i lati di un tavolo.
Il turno del ricevente e di chi farà carte si deciderà sempre allo stesso modo: il giocatore alla destra del ricevente darà carte (il turno ad ogni nuova partita procederà in senso orario). Prima di dare le carte e di fare i pozzetti, si dovranno togliere i quattro jolly dal mazzo e distribuirne uno a ciascun giocatore, per una maggiore equità. Pertanto, le carte che dovranno essere distribuite non saranno più 11 ma 10, poiché il jolly concorrerà a prendere il posto dell’undicesima carta.
Durante il gioco è opportuno, per il primo dei due di ciascuna coppia a giocare, mettere immediatamente le proprie carte a terra, in modo da offrire al compagno di coppia l’immediata possibilità di continuare il suo gioco e di accrescerlo. Inoltre, è opportuno che il primo dei due giocatori di una coppia che mette la carte a terra, sia l’addetto a posizionarle. Pertanto, l’altro, se dovrà mettere a terra altri tris o altre scale, le metterà di fianco a quelle precedentemente posizionate dal compagno. Il pozzetto, ovviamente, lo prenderà solo uno dei due giocatori di una coppia che chiuderà il gioco quando il compagno avrà meno carte possibile in mano.
Al termine del gioco, i punti si conteranno per coppie e non cadauno.
N.B. Non si può effettuare una partita in più di quattro giocatori.
Il torneo
Si inizia a giocare con le regole dei 4 giocatori, quindi in coppia, fino a che non ci si elimina a vicenda. I giocatori della coppia che avrà giocato tutte le partite e che avrà vinto tutte le altre, dovranno giocare l’ultima partita uno contro l’altro. Il giocatore della coppia che vincerà, avrà vinto il torneo.
Però il torneo è stremante! Non ve lo consiglio affatto…
Buon divertimento!
ed estuche scrisse alle 17:16
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Ne siamo tutti totalmente assuefatti in famiglia. E come non si potrebbe? Che sia primavera, estate, autunno, inverno, eccoci quasi sempre nei ritagli di tempo stendere sul tavolo di casa quel tappeto verde da gioco, mischiare le carte e decidere chi sarà di mano e chi riceverà.
Il gioco del Burraco è stupefacente, strategico, sagace. Una vera e propria lotta fatta di manche a chi arriva prima a totalizzare 2000 punti, chi ha successo nel capire le strategie di gioco degli avversari, chi riesce a non sporcare le proprie scale per fare la tanto agognata canasta pura così, via, 200 punti in una volta sola!
Dopotutto, le regole del Burraco è sono semplicissime ma, allo stesso tempo, fiscali. A parole, in effetti, può sembrare un gioco noioso ed inflessibile; ma, giocandoci, si scopre che poi non si può più farne a meno. Una delle scene che preferisco vedere in famiglia è d’estate, quando Don Corleone in coppia con la Roscia, e Wonder Woman in coppia con szio Pippo, stendono l’ormai famoso tappeto verde sul tavolo e, fino alle 3 di notte giocano le loro avvincenti manche: stupefacenti! Non ho mai il coraggio di giocare contro di loro, perché sono dei veri e propri campioni. Tuttavia, il mio grande momento di gloria ha avuto inizio circa un paio di giorni fa: l’incontro don Corleone vs estuche ha visto quest’ultima come vincitrice per 2310 a 1340. Per poi non parlare della partita di ieri notte contro Pizzicotta: all’inizio lei vinceva, ma l’ho stracciata definitivamente con un risultato di 2720 a 1270. Se non è bravura questa…! 
ed estuche scrisse alle 17:14
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ESTUCHE ZOMBIE E IL GAS FANTASMA
Mercoledì 08/08/2007 h.10:51
L’idea, stamattina, era svegliarsi presto, mettere la moka sul fuoco e, nel contempo, scrivere qualcosina di caruccio per il mio blog… E, infatti, dicevo che l’idea ERA…
Mi sveglio (presto? Ehm… no… non proprio), preparo la caffettiera con parsimonia, facendo attenzione a non fare troppo rumore per non svegliare Pizzicotta, immersa ancora ne suo bel sonno pacifico, posiziono la moka sul fornello più piccolo della cucina e… PAM! L’accendigas scintilla a tutta forza senza incontrare nemmeno un filo di gas. Già, avrei dovuto prevederlo. La sua presenza, anche se non fisica, incombe ancora: don Corleone ha chiuso la bombola del gas onde evitare ogni malefico ed improvviso attacco all’incolumità delle sue picciridde, dopo essere partito per la città Natale, lasciandole sole a Mattinata. Di regola, dovrei uscire fuori la veranda, alle 11 del mattino, con il mio bel pigiamino (sprovvisto di orsacchiotti, per lo meno!), i capelli un po’ sconvolti e le occhiaie che mi arrivano fin sotto i piedi per via delle ore piccole, ed aprire quell’ormai famigerata bombola del gas in queste condizioni mentre gran parte dei campeggiatori mi passano accanto con tanto di spiaggine, teli da mare, costumi succinti ed uno sguardo alquanto sgomento soltanto a me rivolto. Che poi, mettiamo il caso si trovi a passare qualcuno di mia conoscenza, non posso nemmeno salutarlo dal momento che mi sono appena svegliata dopo diverse, varie ed eventuali ore di sonno e sembro aver mangiato in un sol boccone l’orco Sherk, sua moglie Fiona e quanto di più flatulento esista a questo e negli altri mondi. VERGOGNA…
Desisto. La bombola andrà ad aprirla Pizzicotta non appena sarà sveglia.
Nel mentre, eccomi qui a scrivere quest’appassionante ed appassionata storia di
Estuche e il gas fantasma.
P.S. Pizzicotta si è svegliata: sono le 11.30. Dopotutto non ho poi fatto tanto male ad attendere… Nel famoso mentre, sono giunti anche due bei cornetti caldi, pensiero gentilissimo dello Szio Pippo, marito de la Roscia (per chi la ricordi in una delle supposte di Wonder Woman). Sento l’odore del caffè caldo e del cioccolato dei cornetti che si fondono. Onde evitare sbavature di ogni genere su questo foglio già mal conciato, chiudo.
E, comunque, buongiorno. 
ed estuche scrisse alle 17:02
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