Studentessa, aspirante ingegnere informatico, scrittrice, giornalista ed essere umano (quante di tutte queste cose riuscirò a realizzare?!).
FAMIGLIA Ho per padre Don Corleone, per madre Wonder Woman e per sorella una pazza scatenata che chiamo Pizzicotta.
ODIO
i/le ragazzi/e della mia età che non hanno rispetto per gli adulti e si sentono in grado di poter essere arroganti e saccenti anche con loro
Melissa P.
la storia
il formaggio stagionato
AMO
i libri (la FELTRINELLI)
la musica
il Corriere della Sera
Oscar Wilde
La linea di Alviero Martini
Le persone Dandy
Le mie migliori amiche sono Pizzicotta, F3d€R1c@ ed Esme89
Passo il 90% delle mie giornate a studiare il comportamento di una razza che gli scenziati chiamano UOMO.
Dopotutto, mi reputo modicamente pazza.
Carta di identità personale
Nome: estuche
Età : 18 anni
Luogo di nascita: Foggia
Data di nascita: 20 set 1989
Luogo di residenza: Foggia
Capelli: castani (e troppi!)
Occhi: castani
Altezza: 170 cm
Scuola: Ragioneria Programmatori(5° anno)
Media scolastica conseguita lo scorso anno: 8,10
Materie 'poco amate': storia, ragioneria
Materie amate davvero: Informatica, Matematica, Inglese, Lettere
Ieri è ricorso il primo anniversario della scomparsa di una persona per me a dir poco importante, già tempo fa menzionata in questo stesso blog: la mia Sirio, la mia Nonna con la ‘N’ maiuscola.
Ancora una volta, dopo un anno, gli unici testi che riescono a sembrarmi idonei per ricordarla, sono pregni di ‘grazie’ e di ricordi per me insostituibili.
Il primo scaturisce dalla richiesta che mi è stata fatta, a nome di tutti i miei cugini, di scrivere qualche parola che la ricordasse. Infatti, il testo che ne è venuto fuori è molto semplice, quasi infantile, ma l’importante è che sia stato scritto col cuore.
Il secondo, lo riconoscerete tutti: è tratto dalla canzone “L’amore conta” di Ligabue.
Semplice ma speciale.
Grazie Nonna,
per tutto l’amore che ci hai donato,
per tutti i momenti belli trascorsi insieme,
per la tua simpatia, per il tuo umorismo,
per averci aiutato sempre, per averci regalato un sorriso anche nei momenti più tristi.
Il dolore per la tua assenza è molto,
ma sappiamo che rimarrai per sempre nei nostri cuori.
Fai risplendere il tuo amore per noi anche in Paradiso,
cosicché tu e nonno Giuseppe possiate essere
gli angeli più luminosi che il Signore ha voluto riavere al suo fianco.
A tavola si discute del fatto che la manifestazione del FAMILIY DAY sia oggi e non, come credeva don Corleone, domani.
Avrebbe voluto partecipare, don Corleone, al Family Day. Avrebbe voluto prendere il pullman alle 6:30 del mattino e partire alla volta di Roma con WonderWoman, Pizzicotta ed Estuche al seguito.
«Ed io che volevo andare al Family Day…» ribadisce “il padrino”.
«TU volevi andarci? », domando.
«Sì» mi risponde con fermezza ed un tocco di veemenza.
«ED IO NO!» rispondo con altrettanta convinzione, addolcita da un sorriso soddisfatto, stampato sulle labbra.
Lo stupore è ormai alle stelle.
Chi si sarebbe mai sognato di dare inizio ad una lunga e greve discussione con niente popò di meno che don Corleone su un tema così trasversale! L’apertura mentale di mio padre per temi di forte attualità come DICO e convivenza di omosessuali, è pari a zero; e questo è noto a tutta la famiglia sin dalla notte dei tempi! Aprire un dibattito con lui vuol dire mettere in ballo tutte le conoscenze che si hanno a disposizione per cercare di osteggiare e in tutti i modi possibili ed immaginabili il suo pensiero fortemente radicato. E, personalmente, non avevo mai azzardato nemmeno l’idea di poter discutere con lui riguardo un argomento tanto “pregiudicato”.
La scena diventa esilarante: Pizzicotta, WonderWoman e don Corleone stesso alzano improvvisamente lo sguardo rivolgendolo a me, con stupore per la mia risposta.
E qui ha inizio un lungo, lunghissimo dibattito durato fino alle 16:54!!!!! Discussione che, come tutte le altre intraprese con don Corleone nel corso della mia vita, non finisce finché lui non riesce a persuaderti con la sua morale. Stavolta, per la prima volta nella storia di Estuche, però, non è andata a finire come sempre. A colpi di risposte audaci ed acute, la nostra conversazione è terminata per “sfinimento”: stanchi di dover “demolire” il pensiero altrui sempre con le stesse ideologie, abbiamo finito di parlare restando ognuno del proprio pensiero ma comunque fieri di aver dato luogo ad uno scambio di idee leale e costruttivo…
Non c’è proprio niente da fare e, dopo quello che è successo oggi, ne sono convinta ancor di più: