mercoledì, 25 aprile 2007

Don Corleone: “Ti è passato il mal di testa?”

Wonder Woman: “Si sta alleggerendo”

Don Corleone: “Digerendo???” E che hai preso per farlo passare, l’Alkaseltzer???

 

Mercoledì 25/04/2007, h. 17:49

 

Io glielo dico sempre che da Amplifon è il mese dell’udito!!

ed estuche scrisse alle 17:55 -
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mercoledì, 25 aprile 2007

Giornalista: “Scoperto un pianeta simile alla Terra...”

Don Corleone: “Meh meh… ora possiamo fare il trasferimento”

 

Mercoledì 25/04/07, h. 14:25

ed estuche scrisse alle 14:27 -
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mercoledì, 25 aprile 2007

(Guardando il corteo a Roma per la festa del 25 aprile)

Wonder Woman: “Eppure mi sarebbe piaciuto fare il corazziere”

 

Mercoledì 25/04/07, h. 14:03

ed estuche scrisse alle 14:25 -
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lunedì, 23 aprile 2007

Esme89: “Ho caldo! Datemi qualcosa per sciusciliarmi”.

 

Dal Frasario di Esme89, h. 10:40 di lunedì 23/04/2007

ed estuche scrisse alle 14:21 -
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lunedì, 23 aprile 2007

Estuche: “Hai visto come è dimagrita Ermenegilda (nome spudoratamente inventato)?”

Don Corleone: “Non devo mettermi gli occhiali da vista per vedere che è dimagrita”.

 

Sabato 21/04/2007 h. 21:43

ed estuche scrisse alle 14:19 -
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Come Mamma(lucia) l'ha fatta

sabato, 21 aprile 2007

Oggi ho deciso di aprire quest’ennesima categoria, mossa da una serie di eventi che mi hanno confermato che questa era realmente la cosa più giusta da fare.

Si sa, al mondo esistono miti e leggende con storie inverosimili, che spesso prendono foggia dalla sfolgorante creatività di qualche scrittore fantascientifico o, meglio ancora, dal genio ineguagliabile di scrittori classici, i creatori dei Miti con la “emme” maiuscola.

In quanti restano sedotti da supereroi come Superman, Batman, Wonder Woman (non potevo non menzionarla ) e – perché no? – lo stesso Harry Potter ()? Tanti e forse, in alcuni casi, anche troppi. Eppure io ho scelto di mettere da parte gli eroi nati dalla fervida immaginazione di uno scrittore, gremiti fino all’osso di superpoteri innati, almeno per un momento; di veri miti, nel nostro tempo, ce ne sono a bizzeffe. Ci capita di essere in loro compagnia tutti i giorni, di avere il piacere e la fortuna di poter assaporare ogni piccola cosa che li rende speciali sempre. E allora perché ricorrere a eroi inventati e fittizi quando ne abbiamo tanti che sono al nostro fianco ogni giorno?

Ecco l’intento di quest’ennesimo buco da riempire: parlarvi dei miti che io ho avuto ed ho la fortuna di conoscere, persone speciali tanto più perché hanno l’umiltà di non ammetterlo quando glielo si dice, uomini e donne, ragazzi e ragazze senza le quali la mia vita, sicuramente, sarebbe piuttosto diversa.

 

 

 

Il primo? O – per meglio dire – la prima?

È una mia compagna di classe nonché fedele amica, nota sul blog di Leo54 come Mammalucia.

Per parlarvene, non saprei da dove iniziare viste le tante prerogative che la rendono singolare. Superba nello studio, ma anche nell’amicizia: è di un altruismo sbalorditivo e, con la sua innata simpatia, riesce a mostrarti sempre il lato positivo delle cose.

Gran parte della nostra classe sarebbe persa senza di lei. Ma il bello sta proprio in questo: è così briosa come persona, che riesce a farsi amare per quello che è (cioè un mito) e non di certo per le materie che fa copiare quotidianamente! (no comment per quest’ultima parte della frase ).

È un punto di riferimento per chiunque la conosca, perché sa sempre darti una mano anche quando forse – e parlo per esperienza personale – non la meriteresti affatto. Anche stremata dallo studio, riesce sempre a dare performance al top, da 10 (come la sua media ); non come noi, comuni mortali, che per dare il massimo in una materia, ci ritroviamo a doverne recuperare due!

È lei, è unica, è l’esempio perfetto di persona che vorresti e augureresti a tutti di avere la fortuna di incontrare, dalla quale hai solo tante cose da imparare.

Ricordo che in primo superiore la sua eccelsa bravura a scuola mi spronava sempre a dare il massimo per cercare di raggiungerla, come nelle più belle competizioni fatte con sportività; e il bello era che spesso riuscivo a raggiungere il mio scopo! Poi, però, ho realizzato che la lotta era impari: lei era veramente un genio mentre io mi illudevo di esserlo e, perciò, ho abbandonato l’ardua impresa intrapresa all’inizio.

Rancore, ira, insufficienza, egoismo non sono parole menzionate nel suo vocabolario. Per lei le parole magiche sono soprattutto: scuola, amici, AT (il suo fidanzato) nonché Winnie Pooh e Hello Kitty.

L’unico consiglio che mi permetterei di darle è di non preoccuparsi, perché è perfetta così com’è, non le serve cambiare o migliorare in nulla, perché ha già raggiunto la vetta in tutto quello che le serve davvero ( a buon intenditor, poche parole... ).

Non ho mai avuto il coraggio di encomiarla di persona così come sto facendo ora, non riuscirei a continuare il mio discorso vedendola arrossire così come è solita fare quando la si elogia.

Pertanto, augurandole, come minimo, di continuare ad essere sempre se stessa nonché punto di riferimento per tanti, chiudo questo primo post dedicato ad uno dei tanti miti che ho l’onore e la fortuna di conoscere.

Se la incontraste, anche voi assentireste a dire – così come Leo54 ha avuto l’arguzia di sottolineare – che è bello sapere di poter contare su una “seconda mamma”: Mammalucia

ed estuche scrisse alle 19:41 -
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giovedì, 19 aprile 2007

Leo54: “Il lavoro che si svolge sulla tangenziale è esente da partita iva”.

 

Giovedì 19/04/2007 h. 12:10

 

Pillole di saggezza in... Matematica!

ed estuche scrisse alle 18:36 -
riempiendo i buchi le pillole dei prof
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giovedì, 19 aprile 2007

Leo54: “Adesso vedrai l’invenzione del libro volante”.

 

Giovedì 19/04/2007 h. 12:03

 

Pillole di saggezza in... Matematica!

ed estuche scrisse alle 18:36 -
riempiendo i buchi le pillole dei prof
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mercoledì, 18 aprile 2007

Leo54: “Cos’è un segno? Un apostrofo rosa tra due numeri”.

                                                       

Pillole di saggezza in… Matematica!

ed estuche scrisse alle 14:52 -
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Never mind

domenica, 15 aprile 2007

Personaggi

 

Harry Potter as Estuche

Ron Weasley as Pizzicotta

Hermione Granger as la coscienza di Estuche

 

Contesto

 

Harry e Ron, fedeli amici di lunga data a tal punto da avere un rapporto che può apparire quasi parentale, litigano per una mera sciocchezza rovinando, così, la loro fulgida amicizia. Solo dopo aver notato di aver pronunciato uno sproposito marchiano, Ron chiede scusa ad Harry per le assurdità dette, ed anche quest’ultimo contraccambia, accortosi di aver scioccamente esasperato la condizione che si era venuta a creare.

Il litigio di un’amicizia vera non apporta mai danni irreversibili.

 

 

H

ermione stava in mezzo a loro, tesa, guardando dall’uno all’altro. Ron aprì la bocca, incerto. Harry capì che stava per scusarsi e all’improvviso sentì che non aveva bisogno di ascoltarlo.

   « È tutto ok » disse, prima che Ron potesse spiccar parola.

« Lascia perdere ».

   « No » disse Ron. « Non avrei dovuto... »

   « Lascia perdere » ripeté Harry.

   Ron gli sorrise, imbarazzato, e Harry ricambiò il sorriso.

   Hermione scoppiò in lacrime.

   « Non c’è niente da piangere! » le disse Harry, sbalordito.

   « Voi due siete così stupidi! » gridò lei tra le lacrime, pestando il piede a terra. Poi, prima che uno di loro potesse fermarla, abbracciò tutti e due e sfrecciò via, singhiozzando con tutte le sue forze.

  « Quante storie » commentò Ron, scuotendo la testa.

 

dal romanzo Harry Potter e il Calice di Fuoco, p. 308

 

 

 

E grazie anche (per non dire soprattutto) a tutti coloro che nel corso di questo momento un po’ fosco dettato dalla mia squilibrata identità, mi hanno confortata ed esortata senza tregua a riaprire questo pazzo blog, nonché a tutte le persone che, come Pizzicotta, sono state o vorranno essere i miei personalissimi critici...

Mai esistiti artisti migliori

L'importante è non esagerare, però.  

Per loro, amanti e critici della lettura, ci sarà sempre un buco speciale qui.

Perdonate le mie semplicissime parole, ma ancora

grazie, grazie, grazie

a tutti voi

(eccetto alla profe di “profe, mi giustifico!” alla quale poco gliene cale del mio blog... tuttavia a me, il suo, piacerà sempre!) 

 

À bientôt, mes amis!

 

La ricetta per chiudere un blog? Scrivere invano

venerdì, 13 aprile 2007

E ci mancava che anche ieri non dovessi creare problemi scrivendo quel maledetto post…!

Sarebbe stato troppo bello per essere vero, no?

Un tipico esempio di come scrivere invano, a vanvera, caratteristica dimostrazione di come perder tempo per cercare di migliorare il proprio umore e quello altrui ottenendo, però, esattamente l’effetto contrario. Infatti di pareri contrastanti per quel post ce ne sono stati eccome…! A partire da mia sorella, secondo la quale ho esagerato, ho creato una brutta immagine di nostro padre. E, allora, sono proprio questi i momenti in cui mi chiedo, ma che cavolo scrivo a fare?? Perché sono così masochista da addossarmi questa passione che per me sta diventando una croce?? PERCHÉ??

Ma non preoccupatevi, la decisione è ormai presa e difficilmente sarà invalidata: con vostra immensa gioia, questo sarà l’ultimo post che leggerete in questo blog, l’ultimo… tanto, che scrivo a fare, solo per combinare dammagi?? No, davvero… Non è mai stata mia intenzione rovinare la giornata a qualcuno, fargli ribollire il sangue nelle vene… Gentilmente, vi tolgo questo macigno dalle spalle, lasciandovi liberi di leggere ben altro, di non incupire il vostro umore, di non avere alcun pensiero – buono o cattivo che sia – che riguardi il mio modo di scrivere.

 

Peccato, pensavo di possedere davvero una peculiarità in quest’ambito… evidentemente, mi sbagliavo alla grande.

 

Eppure l’ho sempre sottolineato: io rispetto chi mi rispetta (ad eccezione delle persone alle quali tengo veramente, dalle quali mi farei trattare anche come uno straccio vecchio e logoro).

Io non ho mai infranto i sogni di quanti hanno letto nei miei scritti solo quello che hanno voluto leggere, senza cercare di andare un po’ più in profondità, di entrare nella mia anima attraverso ciò che avevo scritto. E, semmai l’ho fatto, vi prego con tutta me stessa di rinfacciarmelo per il resto della mia vita, perché solo ora capisco che vuol dire vivere senza poter dare sfogo ai propri sogni, alle proprie passioni. La superficialità di queste persone mi ha totalmente distrutta, oggi, e personalmente non mi sento più in grado di dover seguire una sorta di lista stilata da questi ineccepibili critici letterari, nella quale saranno scritte tutte le cose che potrò scrivere e come dovrò scriverle per non ferire il loro animo esile e occluso. Mi dispiace, davvero: è come quando ad una ballerina di danza viene proibito di danzare allo scopo salvaguardare la sua salute; nessuno mi impedisce veramente di chiudere questo blog, ma credo che ormai tutti i buchi siano ostruiti (così come l’animo delle summenzionate persone) e che non sia rimasto nemmeno un pertugio recondito in questo blog per la sua creatrice.

 

Ma, ribadisco: rispetto per rispetto.

Non si possono distruggere impunemente i sogni degli altri…

… eppure mi chiedo perché voi abbiate troncato le ali al mio…

ed estuche scrisse alle 14:06 -
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I LIMITI DELL'ESSERE UMANO

giovedì, 12 aprile 2007

«Estuche: scrittrice fallita ancor prima di diventarlo».

Ecco il pensiero che va a zonzo nella mia mente da un po’ di tempo a questa parte e che, soprattutto negli ultimi giorni, ha quasi avuto modo di concretizzarsi.

Il problema è questo, non c’è verso; posso essere dandy quanto mi pare e piace, posso divorare libri ad ogni ora del giorno e della notte, posso amare la Feltrinelli più di qualsiasi altra cosa al mondo, posso entrare in una libreria e sentirmi intellettualmente attratta da una quantità immane di libri, ma non raggiungo il mio scopo: non riesco a far capire a nessuno (i miei genitori compresi) quanto valga per me la scrittura.

Non so proprio più come dirlo: senza scrivere non ci so stare! Non sto bene se non scrivo qualcosa ogni giorno. Può sembrare un paradosso il fatto che a quasi 18 anni io tenga ancora un “diario segreto”, ma si tratta una mia assurda convinzione: non voglio perdere nemmeno il più stupido dei ricordi di quanto mi accade in una giornata, di come mi sento, di quanto tengo ad una persona senza scriverlo in un quaderno che riporta tutti i ricordi che la mia mente non è in grado di reggere. Non ce la faccio, è più forte di me: che sia importante o meno, che mi trovi a scuola, a casa, in treno o in auto, che siano le sei del mattino o le tre di notte, non ce la faccio: devo scrivere, voglio scrivere!

E questa mia abitudine è diventata quasi morbosa soprattutto da quando alcune persone mi hanno fatto notare che possiedo una certa attitudine a scrivere, alcuni l’hanno definito perfino un «dono» da tutelare e seguire, giorno per giorno. E il vero paradosso è che mi hanno fatto credere che tutto questo sia veritiero, che io sia davvero un gradino più in alto, rispetto a tanti altri miei coetanei, nella scrittura… ed ecco anche spiegato un po’ il motivo per cui ho aperto questo blog: un metodo per dar vita al connubio perfetto tra la mia smisurata passione per la scrittura e quella sorta di predisposizione che, in lungo e in largo, molte persone hanno messo in risalto leggendo i miei scritti, nonché un sistema per far uso dei mezzi informatici che mi fanno impazzire quasi quanto la scrittura!

 

Ma perché illudermi?

Ci metto passione, ci metto l’anima in tutto quello che scrivo ottenendo, come risultato, solo berciate madornali. Qualcuno ha pianto leggendo ciò che avevo scritto, altri hanno riso, ma il problema resta uno: non riesco a far capire alle persone alle quali tengo che il mio mondo è la scrittura, che per me è una ragione di vita e che non esagero affatto quando dico ciò.

 

Stamattina la mia professoressa di lettere spiegava sinteticamente la vita e le opere di Ugo Foscolo (ai tempi Nicolò). Una persona che aveva la sua personalissima predisposizione per la scrittura sin da piccolissimo, che ha avuto modo di studiare i classici latini e greci amandoli, immedesimandosi in essi, un uomo che ha avuto l’appoggio della madre per non lasciare incolto il proprio «dono».

E ad ogni singola parola della mia insegnante, sentivo il mio cuore frantumarsi in mille pezzi, le lacrime che quasi mi annebbiavano la  vista… Ho sempre desiderato frequentare il liceo classico per studiare il latino e il greco, la mia insegnante di lettere della scuola media inferiore quasi litigò con Don Corleone per convincerlo a mandarmici, ma lui, da uomo autoritario qual è sempre stato, me l’ha impedito sin dal principio dicendomi che, se avessi voluto, avrei potuto approfondire questa passione da autodidatta… Eppure quando mi vede in piena estate, con i libri di latino tra le mani, mentre trovo un ritaglio di tempo tra una passeggiata con gli amici e una giornata di mare, mi viene contro, si infuria con me perché è assurdo che io studi!! E ALLORA PERCHÉ DIAMINE MI HAI VIETATO DI FARLO A TEMPO DEBITO, PAPÀ?? IO-CI-STO-MALE! tanto male… Lui non mi capisce e tanta altra gente continua a non capire che non scrivo mai nulla con l’intento di far del male a qualcuno (cosa che, puntualmente, accade ogni volta che pubblico qualche post più posato in questo blog).

 

Ed ecco la mia storia di scrittrice fallita ancor prima di diventarlo.

Senza il minimo appoggio, senza la minima comprensione, non posso sperare di arrivare mai al mio intento, non potrò mai aspettare con fiducia il giorno in cui riuscirò a far capire a tutti quanto la mia vita sia in funzione della scrittura e quanto la mia sconfinata passione sia fatalmente legata alla mia distruzione morale.

 

Tempo fa scrissi un tema intitolato WRITING IS EXCITING

Non fatemi credere che tutto questo sia solo il parto della mia fervida immaginazione…

 

 

ARTISTA: Milva

TITOLO: The show must go on

 

Gli artisti falliti sono fuori dal gioco
Non ci sono mai stati o ci son stati per poco
E ora parlano molto quasi a chiedere scusa
Di aver perso la chiave di una porta ormai chiusa
Di un’estate lì intorno ch’è svanita in un giorno
E sembrava durasse in eterno
Quando han preso la scala per salire al successo
Ed invece sono scesi all’inferno


And the show must go, the show must go on

And the show must go, the show must go on


Gli artisti falliti hanno un sogno proibito
Un teatro con fuori scritto “tutto esaurito”
E una nota sospesa con un’intonazione
Che si alzi la sala e che esploda il loggione
O quant’altro ci sia per andarsene via
Con tre o quattro persone di scorta
Tra due ali di gente se non proprio per sempre
Però almeno provarlo una volta

 

And the show must go, the show must go on

And the show must go, the show must go on
 
Avevo dentro un’anima da viverci tre vite
Ma un cuore troppo piccolo per musiche infinite
E queste dita inutili guarda dove son finite
Dai tasti
del mio pianoforte a una calcolatrice

And the show must go, the show must go on

And the show must go, the show must go on


Gli artisti falliti hanno il passo strisciato
Per vergogna d’impronte che non hanno lasciato
E una macchina fuori sempre mal posteggiata
Che non sembra davvero sia mai stata lavata
ed un’alba slavata da mandare affanculo
Perché c’è un nuovo giorno nel pugno
E una birra ghiacciata da gelarci l’inferno
Perché loro siamo tutti o nessuno

And the show must go, the show must go on

And the show must go, the show must go on

ed estuche scrisse alle 16:44 -
riempiendo i buchi famigliarizzando, living a song, la feltrinelli, exciting, pensieri dandy
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domenica, 08 aprile 2007

Sacerdote: “Sono sicuro che questa Veglia Pasquale rimarrà per voi un ricordo perenne”

Wonder Woman: “E se invece di essere un ricordo perenne (N) era un ricordo peremme (M)??”

 

Nella notte tra sabato e domenica 07-08/04/2007

ed estuche scrisse alle 14:42 -
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C'est vrai!

sabato, 07 aprile 2007

“La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo”

(Jim Morrison)

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Various mistakes

venerdì, 06 aprile 2007

logoFarmacistiIn direttissima dalla Farmacia “dove lavora Wonder Woman” (quante stupidaggini si dicono pur di non fare nomi…!) ecco a voi le ultime pillole (o supposte, fate voi!) appena sparate dai suoi fedelissimi clienti…

 

Stamattina ce n’è per tutti i tipi.

 

Cliente: “Scusi, può darmi un VICKS ANALE?”

Dottore: “Come dice, scusi?”

Cliente: “Sì, mi servirebbe un VICKS ANALE”.

 

Successivamente sì è arrivati alla conclusione che si stesse parlando del VICKS INALANTE.

 

 

Cliente: “Dottò, m’è dà nu PERANAPER?”

(Dottore, può darmi un PERANAPER?)

Dottore: “Un cosaaa??”

Cliente: “Dottò, nu PERANAPER!!”

(Dottore, un PERANAPER!!)

Dottore:PERANAPER?? E cos’è, un medicinale nuovo?”

Cliente: “Com’è dottò, è ‘na vita che piggjh u PERANAPER!!”

(Ma che dice, dottore! È una vita che prendo il PERANAPER!!)

Dottore: “Scusi, mi scrive un po’ il nome di questo medicinale su questo fogliettino, per favore?”

 

La scritta enunciava: XANAX.

Il buon uomo voleva uno XANAX che lui leggeva molto più facilmente con PERANAPER… molto meglio di XANAX, no??

 

Cliente: “Signò, per caso canuscit qualcun che c’serv nu guardian p' li vacc??”

(Signora, per caso conoscete qualcuno a cui serve un pastore?)

 

Non so come abbia fatto Wonder Woman a non scoppiare a ridergli in faccia…!

 

 

Quante incomprensioni…!