Che si fa a Natale?? Si mangia, si mangia, si mangia

giovedì, 21 dicembre 2006

Ultimamente si parla molto di laicità e di laicismo; io stessa ne ho largamente discusso nell’editoriale dell’ultimo numero del giornale scolastico, Sottosopra, con tanto di polemiche, naturalmente! Certo è, però, che appena si entra in casa mia si viene letteralmente investiti da un innumerevole quantitativo di simboli religiosi.

Entri in casa e, sulla sinistra, trovi un’acquasantiera (con tanto di santino che ritrae i cuori di Gesù e Maria) in cui non manca mai un po’ di acqua benedetta; di fronte, sulla destra, trovi il mazzo di chiavi di casa di Wonder Woman, con tanto di portachiavi con la madonna di Lourdes; procedendo, eccoci di fronte la vetrinetta dove non possono mancare leader del regno dei cieli come San Pio da Pietrelcina, un’immaginetta ritraente la Sacra Sindone e la Maria, di cui non ricordo esattamente la 'provenienza'. Poi, in fondo al salotto, ecco trionfare la statuina in legno dipinto a mano di Gesù bambino (con tanto di culla artigianale) che, nel corso dell’anno, è grande 10 cm, ma durante il periodo natalizio, naturalmente, viene sostituita da un'altra ben più imponente nelle sue esigue dimensioni.

Man mano che si gira lo sguardo troverete quadri che ritraggono Maria, angeli celestiali nelle più svariate pose, per poi non parlare dei quadretti in oro bianco e delle svariate fotografie di San Pio o della Sacra Famiglia.

 

A Natale, quindi, potete ben immaginare che cosa non succede in questa casa!! I quadretti, le statuine, gli angioletti si moltiplicano come i «germi nel cestone» della pubblicità del Napisan. Nonostante ciò – udite udite – non abbiamo l’abitudine di allestire un Presepe mastodontico con tanto di pastori e pastorelle, così come si potrebbe immaginare.

Quella misera capanna che ogni anno fa capolino sotto il nostro albero, è provvista solo delle star: Maria, Giuseppe, il bue, l’asinello, l’angelo e, rigorosamente solo dopo Natale, un Gesù bambino biondo con gli occhi azzurri.

Ma, nei giorni che precedono il Natale, pare brutto (esperssione foggiana d.o.c.) vedere la mangiatoia con la culla in cui dovrà esserci Gesù, vuota. Ecco perché ho deciso, da qualche anno a questa parte, di stravolgere un po’ il mio Presepe e di mettere un biglietto sulla culla vuota del bambinello Gesù che dice

Presepe 2006

TORNO SUBITO”...

Un vero e proprio manicomio...!!

 

Nella mia famiglia, in Natale dà alla testa!!

Poi, un giorno, vi parlerò dell’impresa dei dolci natalizi che produciamo in quantità industriali, vista la famiglia tanto numerosa quanto mangiona...  

Fino ad allora, FATTO IL MISFATTO e buon Natale!

ed estuche scrisse alle 20:31 -
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Elogio alla donna

domenica, 17 dicembre 2006

Ieri, Monica ed Enzo sono stati uniti nel sacro vincolo del matrimonio... Che bella giornata, che sposi meravigliosi!!

Nel corso della celebrazione in chiesa, ho avuto modo di conoscere una lettura della Bibbia, tratta dal libro del Siràcide, che è un elogio alla donna; pensavo fosse impossibile trovare una lettura simile in un testo sacro come la Bibbia...!

Voglio proporvela oggi, questa lettura... spero faccia riflettere un po' tutti sull'importanza del sesso femminile nella nostra società.

Beato il marito di una donna virtuosa; il numero dei suoi giorni sarà doppio. Una brava moglie è la gioia del marito, questi trascorrerà gli anni in pace.

Una donna virtuosa è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore. Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno. 

La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa. E' un dono del Signore una donna silenziosa, non c'è compenso per una donna educata.

Grazia su grazia è una donna pudìca, non si può valutare il peso di un'anima modesta. Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.

 

Fino ad allora, FATTO IL MISFATTO!

Alla prossima lettura, baldi giovani!!

ed estuche scrisse alle 14:48 -
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EXCITING NATALIZIO

mercoledì, 13 dicembre 2006

Alla Feltrinelli un Natale EXCITING!

Risveglia la mente, combatte la noia e facilita le percezioni: la Feltrinelli si presenta puntuale all'appuntamento del Natale 2006 con una vasta offerta di novità, multipromozioni e proposte tematiche con sconti e prezzi speciali per tutti i Clienti e offerte esclusive per i Titolari Carta Più. Centinaia di titoli vi aspettano nei punti vendita: proposte per rendere il vostro Natale magico e conveniente!
Vi invito a visitare il sito www.lafeltrinelli.it per rendere il vostro Natale interessante, stimolante, conveniente.

               In una parola, exciting!

La adoroooo!!

ed estuche scrisse alle 19:03 -
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Della serie: c'è un buco per tutto

mercoledì, 13 dicembre 2006

  Il viceministro delle Finanze:

«Qui dove ti giri

   trovi buchi»

Dal "Corriere della sera" di martedì 22 novembre 2006 (se non ricordo male)

 

ed estuche scrisse alle 18:47 -
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ANIME CLONATE

martedì, 12 dicembre 2006

Sono una giornalista “in erba”, no?? E allora, “sparatevi” questo mio articolo!

(P.S. scusate l'assonanza di parole )

 

ANIME CLONATE

 

Creare individui geneticamente omogenei: questa è la clonazione. Se ne parla così tanto al giorno d’oggi. Prima la pecora Dolly, poi lo scandalo del primo gatto clonato e chissà cosa ci preserva il futuro in questo ambito. Ma si è mai pensato alla clonazione delle anime? Eppure è un evento diffusissimo in tutte le nazioni. Scuola, televisioni e relativi programmi non fanno altro che rimpinzarci, con professori di madrelingua e corsi di inglese interattivi, sia grandi che piccini. E allora perché non ideare un bel corso multimediale di lingua italiana per imparare a dovere le coniugazioni verbali che tanto torturano noi studenti e di cui, chi più e chi meno, hanno bisogno? Ma è ovvio! È perché ormai parlare l’inglese o l’americano come fosse la propria lingua madre, sta diventando indispensabile, soprattutto nell’ambito lavorativo. Peccato, però, che questa «nuova tendenza» stia cancellando quasi del tutto la lingua madre di ogni paese, soprattutto dei più piccoli che, così, stanno rischiando l’estinzione. Con la perdita della propria lingua materna, allora, ogni popolo si ritroverà senz’anima. O, per meglio dire, ogni popolo avrà la stessa anima. Tutti parleremo fluentemente l’inglese, Inghilterra e America eserciteranno sempre più la loro supremazia anche in campo letterario e diventeremo tutti delle macchine programmate che sapranno comunicare solo in una lingua. È sempre successo così.

Ma è d’obbligo ribadire che ogni lingua caratterizza il proprio popolo, così come ogni anima caratterizza ogni persona. Se davvero vogliamo continuare ad esistere, non ci resta che valorizzare colei che rende ognuno diverso dall’altro: la nostra lingua madre.

 

Della serie: io all’italiano ci tengo! E quindi ho deciso di dare spazio in questo blog anche a delle piccole lezioni di grammatica, con la speranza di riscuotere un po’ più di successo del Grande Fratello o dell’Isola dei famosi in cui tutto si parla meno che l’italiano VERO!

 

Oggi voglio parlarvi di una lezione per la quale ho sempre avuto un occhio di riguardo:

gli accenti.

 

Tutti sanno che tra le diverse vocali che si trovano in una parola, ve n’è sempre una sulla quale la voce appoggia con più forza: questa vocale risulta accentata e, pertanto, viene chiamata vocale tonica. Tutte le altre sono vocali atone, poiché senza accento.

Non sono impazzita, non ho evidenziato delle parole solo per il gusto di dare un tocco di colore a quel tristissimo paragrafo. Le ho volute mettere in risalto per darvi un’idea di quando mettere l’accento:

 

PRIMO: l’accento è d’obbligo con le parole che hanno l’accento sull’ultima sillaba (dette tronche) costituite di due o più sillabe, naturalmente. Penso che tutti sappiate che città si scrive con l’accento sulla a, no??

 

SECONDO: non si deve mettere l’accento sulle parole di una sola sillaba. Se scrivete quì, quà, frà, sù, siete proprio messi male

 

TERZO: per riferimento alla regola precedente, ci sono dei casi eccezionali in cui l’accento si mette anche su altri monosillabi per non confonderli con parole identiche:

Esempi:

☺ dì (giorno, per distinguerlo dalla preposizione di);

☺ dà (voce del verbo dare, per distinguerla dalla preposizione da);

☺ là (avverbio di luogo, per distinguerlo dall’articolo la o dalla nota musicale omonima);

☺ lì (avverbio di luogo, per distinguerlo dalla particella pronominale li);

☺ sì (affermazione, per distinguerlo dalla particella pronominale si);

☺ [pronome personale, si scrive con l’accento ACUTO (verso destra), per distinguerlo dalla

      congiunzione se];

☺ né [negazione, si scrive con l’accento ACUTO (sempre verso destra; i comunisti possono

      fare una piccola eccezione, una volta tanto) per distinguerla dalla particella pronominale ne];

☺ è (voce del verbo essere, per distinguerlo dalla congiunzione e);

☺ tè (bevanda, per distinguerlo dal pronome te).

 

ACCENTO GRAVE (comunista), ACCENTO ACUTO (fascista)

 

La grammatica italiana riflette un po’ la politica. È sempre stato così. Esistono, infatti, delle parole e/o dei monosillabi la cui ultima vocale accentata può avere accento comunista o grave (cioè rivolto a sinistra) o accento fascista o acuto (cioè rivolto a destra).

 

Esempi di termini, monosillabi o avverbi fascisti sono:

 

dì, là, lì, più, città, gigolò, metrò, tè, cioè, ecc... + tutte le coniugazioni verbali accentate, connesse.

 

Esempi di termini, monosillabi o avverbi comunisti sono:

 

perché, poiché, finché, allorché, caffé, frappé, né, sé, ecc...

 

 

Ma io riprendeo le sagge parole dei 99 che, in “Ripetutamente”, dicono:

 

Democrazia Cristiana

ripetutamente
Partito socialista

ripetutamente
Lega e fascisti

ripetutamente
Democratici di sinistra

ripetutamente
Rifondazione Comunista

ripetutamente
L'ala presidenzialista

ripetutamente
I prefetti e ministri

ripetutamente
Vuttateve rint' ‘o cesso ripetutamente

 

Beh (e non che non esiste), spero di aver contribuito almeno un po’ alla ri-alfabetizzazione di questa Italia non più donna di provincia, ma di bordello!

 

Ci vediamo alla prossima lezione!!

 

Fino ad allora... FATTO IL MISFATTO!

ed estuche scrisse alle 19:02 -
riempiendo i buchi pillole o supposte di italiano
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La scoperta dell'america: MTV

domenica, 10 dicembre 2006

 

Milano. Martedì 29 novembre 2005. h. ?

 

Dalla lontana libreria la Feltrinelli in via Ugo Foscolo (piazza Duomo) si percepiscono urla e schiamazzi di ragazzi strepitanti di fronte alla Galleria Vittorio Emanuele II, tutti con lo sguardo rivolto ad uno dei balconcini della facciata di quella sontuosa meraviglia fatta di cemento e mattoni, frutto dell’ingegno umano. «Che diavolo sta succedendo?? ». Le mie amiche iniziano ad unirsi agli altri strepitii, indicando il balconcino con il dito e urlando a squarciagola «TRL! TRL!». Io, dal basso della mia mediocrità musicale, avevo pensato ad un errore di lessico; infatti, l’unica sigla che conoscevo che potesse avere un’assonanza simile a quella pronunciata dai quei ragazzi era RTL, una rete televisiva pugliese (e neanche di questo sono sufficientemente certa). L’istante più mortificante della mia adolescenza aveva preso il pieno sopravvento dal momento che, imperterrita, continuavo a dire a F3d€r1c@ e ad Esme89: «E che diamine ci fa RTL a Milano?!». Faccia mia...!  Per fortuna, c’era troppa confusione in piazza perché gli altri ragazzi potessero ascoltare le mie idiozie mastodontiche. Insomma, superata l’estasi di trovarsi a seguire dal vivo la diretta di TRL (Total Request Live), F3d€r1c@ ed Esme89 hanno avuto il buon cuore di spiegarmi che si trattava di uno dei programmi più famosi di MTV. Wow... stavo seguendo TRL e non avevo la più pallida idea di cosa fosse!! Mitico!

Da quel giorno ebbe inizio il mio calvario nel mondo della musica che per me, fino ad allora, ospitava solo “Notre-Dame de Paris”, il musical di Riccardo Cocciante.

Non pensai più ad MTV, tanto meno a TRL, per i mesi a seguire, dal momento che l’antenna del mio televisore non aveva mai ricevuto questo canale sin dal momento della mia venuta al mondo e non sembrava minimamente intenzionata a cambiare idea solo perché io ero venuta conoscenza della sua esistenza. Fino al giorno in cui mio padre non tornò a casa con il decoder digitale terrestre... wow! Da rai1 fino a rete4 i canali c’erano tutti; BBC, tv francesi e quant’altro... che bello! Ma ecco apparire sullo schermo del mio televisore, come per magia, una povera pazza cantare a squarciagola mentre si atteggiava in abiti succinti e su tacchi dall’altezza vertiginosa (successivamente scoprii che si trattava di Christina Aguilera che cantava “’Aint no other man”): stavo vedendo per la prima volta in vita mia MTV. Miracoloooo!!!  Chiamai immediatamente Esme89 che quasi svenne per la gioia della notizia che Dio, in fondo, dà una seconda opportunità a tutti, anche ai poveri sfigati che a 17 anni non sanno dell’esistenza di MTV. Da quel giorno iniziai ad aggiornarmi un po’ più velocemente riguardo i nuovi singoli in uscita di quei cantanti tanto famosi che per me, fino a poco tempo prima, non avevano mai avuto un volto a cui fare riferimento.

Ora, ogni volta che mi capita di sintonizzarmi su MTV mentre stanno trasmettendo TRL dico sempre: «Che bello, c’ero anche io lì!». Non ho mai il coraggio di dire, però, che fino a poco tempo prima non avevo la più pallida idea di cosa fosse TRL!!

Ma ora, per provarvi che seguo veramente e costantemente le trasmissioni di MTV, farò riferimento ad una cosa un po’ particolare che mi succede da una settimana a questa parte: mi sveglio la mattina (che sia alle 7 per andare a scuola, alle 8 perché è squillato il telefono di casa proprio il giorno in cui resto a casa visto che è assemblea di istituto, o alle 9 dato che a quell’ora è anche arrivato il momento di svegliarsi nonostante sia l’8 dicembre), mi sintonizzo su MTV ed ecco iniziare in quel preciso istante il video dell’ultimo singolo dei Red Hot (che tosta che sono diventata!) cioè “Snow (Hey Oh)”. Non me lo so proprio spiegare questo fenomeno mistico per cui ogni mattina ci sono i Red Hot Chili Peppers a darmi il buongiorno con una canzone veramente spettacolare. Fatto sta che ho deciso di dar loro un po’ di spazio sul mio blog oggi, riportando la suddetta canzone.

 

Red Hot Chili Peppers SNOW (HEY OH)Stadium Arcadium

 

Come to decide that the things that I tried
Were in my life just to get high on

When I sit alone come get a little known
But I need more than myself this time

Step from the road to the sea to the sky
And I do believe that we rely on

When I lay it on
Come get to play it on
All my life to sacrifice

Hey oh, listen what I say oh
I got your
Hey oh, now listen what I say, oh oh

When will I know that I really can't go
To the well once more time to decide on?

When it's killing me
When will I really see
All that I need to look inside?

Come to believe that I better not leave
Before I get my chance to ride

When it's killing me
What do I really need
All that I need to look inside?

Hey oh, listen what I say, oh
Come back and
Hey oh, look at what I say, oh oh

The more I see the less I know
The more I like to let it go, hey oh

Deep beneath the cover of another perfect wonder
Where it's so white as snow

Privately divided by a world so undecided
And there's nowhere to go

In between the cover of another perfect wonder
And it's so white as snow

Running through the field where

all my tracks will
Be concealed and there's nowhere to go, oh!

When to descend to amend for a friend
All the channels that have broken down

Now you bring it up
I'm gonna ring it up
Just to hear you sing it out

Step from the road to the sea to the sky
And I do believe what we rely on

When I lay it on
Come get to play it on
All my life to sacrifice

Hey oh, listen what I say, oh
I got your
Hey oh, listen what I say, oh

The more I see the less I know
The more I like to let it go hey oh

Deep beneath the cover of another perfect wonder
Where it's so white as snow

Privately divided by a world so undecided
And there's nowhere to go

In between the cover of another perfect wonder
Where it's so white as snow

Running through the field where

all my tracks will
Be concealed and there's nowhere to go

I said hey, hey, yeah, oh, yeah tell my love now
Hey, hey, yeah, oh, yeah tell my love now

Deep beneath the cover of another perfect wonder
Where it's so white as snow

Privately divided by a world so undecided
And there's nowhere to go

Deep beneath the cover of another perfect wonder
Where it's so white as snow

Running through the field where

all my tracks will
Be concealed and there's nowhere to go

I said hey, oh, yeah, oh, yeah tell my love now
Hey, yeah, yeah, ooh, yeah

 

 

Riflettere sull’importanza della musica è importante, quasi vitale.

Come diceva Ludwig van Beethoven (sono proprio antiquata!) la musica è rivelazione è più alta di ogni saggezza, di ogni filosofia.

 

Grazie Esme89, grazie F3d€r1c@, grazie MTV.

 

Ci rivediamo alla prossima canzone!

Fino ad allora, FATTO IL MISFATTO!

 

ed estuche scrisse alle 15:49 -
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Un PALAZZO è per sempre

sabato, 09 dicembre 2006

La mia Sacra Famiglia è composta da quattro esemplari (me compresa) in via d’estinzione visto il repentino susseguirsi ed evolversi delle generazioni Palazzo. Non conto, ovviamente, zii, cugini, “nonna” (l’unica che mi è rimasta), prozii, neo procugini e quant’altro... non sto qui per fare il mio l’albero genealogico al completo, per vostra fortuna.

 

 

Nel mio profilo ho scritto che ho per padre Don Corleone, per madre Wonder Woman e per sorella Pizzicotta: non sono impazzita come Melissa P. che scrive “A mia madre foresta, a mia sorella tempesta, a mia nonna madonna”; ve lo giuro, non ci tengo proprio ad emularla! Si tratta solo delle mie solite frasi pazze, niente di particolare... E per ogni modica pazzia che si rispetti, inizierò a parlarvi dei soggetti che compongono la famiglia Palazzo, a partire dal Capo:

 

DON CORLEONE

 

            Mio padre è un mito (non per niente, io sono la sua perfetta copia )! Descriverlo in poche parole sarebbe impossibile, vista l’ampia gamma di prerogative che lo contraddistinguono. La cosa che più mi galvanizza, al momento, è parlare mentre lui si trova a meno di tre metri di distanza da dove sono io; immagino già la reazione che avrebbe se gli dicessi che sto aggiungendo un post al mio blog («A cosaaaaa???») in cui parlo anche di lui; della serie: la cosa più banale diventa deliziosa se solamente la si nasconde.

Le sue passioni sono la pesca, i film ambientati nell'antica roma (BEN HUR in primis) e la sua famiglia.

Il motivo per cui lo chiamiamo Don Corleone? Mio padre ha la straordinaria virtù di possedere un’influenza meravigliosa, innegabilmente diretta al bene. Con questo non voglio di certo dire che il famoso Padrino, capo mafioso newyorchese, fosse un esempio tangibile di bontà e onestà, ma di rispetto e influenza, sì. L’unica vera differenza tra mio padre e il Padrino è che quest’ultimo era solito usare la violenza per ottenere il rispetto e l’influenza di cui si parlava prima. Mio padre, invece, sa farsi rispettare senza essere volgare o violento, sa sempre cosa dire e come comportarsi in base al contesto in cui si trova, ha una strabiliante influenza sulle persone e conoscerlo vuol dire credergli! Parlare con lui è come suonare un violino perfetto che risponde ad ogni tocco e fremito dell’archetto. A volte diventa un po’ logorroico – lo ammetto – oppure spesso mi capita di avere discussioni con lui in cui mi sembra impossibile credere alle sue parole per me inconcepibili, però sono sempre scambi di vedute che mi fanno crescere moralmente e mi danno la possibilità di avere una soddisfazione inesprimibile quando mi capita di riuscire a persuaderlo con le mie idee (il che è tutto dire!).

Insomma, mio padre è me in versione “over50” e maschile... una delle poche cose che non abbiamo in comune è la massa di capelli che io ho in più rispetto a lui .

Però, mi raccomando, non abbiate di lui una visione austera e autoritaria; è un vero uomo, simpatico, sincero e influente al quale ogni tanto, nei momenti più fervidi, basta dire “Don Corleone, baciamo le mani” per fargli tornare il sorriso.

 

 

WONDER WOMAN

 

            Mia madre è un mito (e non lo dico per par condicio)! È incredibile come una donna così tranquilla e composta possa essere, nel contempo, determinata e sicura di sé. Mia madre ha degli occhi color caffé bellissimi, profondi e accesi. I suoi capelli sono corvini e sembra che una rosa le tremi nel sangue per dar colore alle sue labbra. Tranquilla e “avventata”: ha stile mia madre. Ecco perché la chiamiamo Wonder Woman. E poi una cosa che ammiro tanto in lei è l’attenzione che da tanto alla cura dell’anima quanto a quella dell’aspetto. Se vi capiterà di incontrarla per strada, la riconoscerete subito: vedrete una donna che, come essere umano che si rispetti, non è perfetta ma che, nella sua semplicità, mi ha donato la vita e cui io, in cambio, cerco di donare tutto ciò che vi è di buono in me.

 

PIZZICOTTA

 

            Mia sorella è pazza (come la sottoscritta)! A quanti di voi è capitato di vedere la puntata dei Simpson in cui Homer ha in casa come insolito animale domestico un’aragosta che si chiama Pizzicotta? È proprio da lì che ha avuto origine il soprannome della mia sorella tutta matta, come me. Non mi dà di certo l’impressione di un’aragosta, su questo non c’è dubbio, però l’assonanza del suo carattere con il appellativo Pizzicotta non so perché ma, secondo me, ci sta tutta! Mi picchierà a sangue (è solo un modo di dire, eh!) quando le dirò che ho scritto certe cose su di lei sul mio blog (a proposito, devo dirle che ho aperto un blog!) dal momento che è piuttosto timida, però sono sicura che le passerà così come le verrà (riguardo a questa frase, mi viene in mente un “detto” foggiano che esprime molto bene il senso della stessa e che mi sembra fare un torto alle mie origini foggiane non riportare fra queste parentesi, vista la sua tremenda veridicità: accussì com’ s’angazz, accussì s’ scazz. Perdonate la mancanza di aulicità). Trova sempre un qualcosa da criticarsi, ma in fondo credo che tutto questo suo comportamento faccia capo ad una frase che, personalmente, adoro per la sua agghiacciante realtà: esiste una voluttà particolare nell’autocritica; è come se, nell’accusare noi stessi, nessun altro avesse il diritto di farlo.

Insomma, la mia Pizzicottina è proprio una giöia. Beata me che ce l’ho come sorella e come amica!!

 

Piccola precisazione post-post (perdonate il gioco di parole): ogni essere umano è pieno di vizi e virtù, ma non veniamo messi al mondo per sciorinare i nostri pregiudizi morali. Con questo voglio spiegare perché ho parlato solo delle virtù dei miei familiari, piuttosto che delle loro piccole mancanze. Ma, dopotutto, chi non ha le proprie?? Perciò ho preferito tralasciarle per dare ampio respiro a tutte quelle piccole peculiarità che rendono la mia vita piena di importanza.

Arriverà il giorno in cui, per un motivo qualsiasi, scriverò qualcosa di un po’ più amaro nei loro confronti, ne sono certa; resto pur sempre una figlia e una sorella minore.

 

In ogni caso, fino ad allora... FATTO IL MISFATTO

 

P.S. Tutte le frasi in corsivo (fatta eccezione dei nomi) sono tratte da Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde.

N.B. La scritta "FAMIGLIARIZZANDO" è fatta di proposito

ed estuche scrisse alle 12:31 -
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venerdì, 08 dicembre 2006

Che strano effetto che mi fa la musica! Prima mi rende felice, poi mi porta alla depressione più totale; una perfetta tecnica di disincanto, devo ammettere. Eppure adoro ascoltarla, abbandonarmi al suo volere, per così dire. Mi domina, mi avvelena, mi tormenta (??) nonostante non sia una ragazza che sia molto ai tempi con i singoli in ultima uscita: le canzoni che per molte persone appartengono all’anteguerra, per me sono una novità  . Non parliamo, poi, dei “brani del momento”: sono aramaico per me! Ma non mi importa essere “in regola” o meno con i tempi musicali, l’importante è avere una passione e seguirla, no?

Ma, arriviamo al punto più importante: quando devo parlare di una qualsiasi cosa (per esempio, della mia giornata, del mio umore, di una episodio che per me è di rilevante importanza, di una persona a cui tengo particolarmente), non riesco mai a trovare le parole adatte (sto facendo una fatica pazzesca perfino per scrivere questo breve post introduttivo ). Tutti i miei pensieri trovano spesso sfogo nei testi di più o meno grandi cantautori, “nostrani” e non solo, oppure in citazioni abilmente rubate da libri e poesie che ho letto. Quindi capita spesso che invece di perdere tempo a scrivere romanzi chilometrici senza senso, con l’unico risultato di stressare chi li legge, dico come la penso con il testo di una canzone o con qualche perfetta citazione.

L’esempio a cui voglio far riferimento oggi è El estuche, letteralmente “L’astuccio” (canzone di Dirty dancing2, mi è stato riferito )

 

El cuerpo es sólo un estuche y los ojos la ventana,
De nuestra alma aprisionada

Mira la esencia, no las apariencias

 

“Il corpo è solo un astuccio e gli occhi la finestra

della nostra anima imprigionata.

Guarda l’essenza e non l’apparenza”.

Con tutte 'ste veline, letterine, schedine e chi più ne ha, più ne metta, credo che non esistano parole più adatte di queste per dire che ciò che importa veramente è quello che si ha dentro e non il proprio corpo. E tengo molto a fare questa precisazione, poiché sono una ragazza mooolto più attenta all'intelligenza delle persone e alla loro moralità, che al loro corpo.

Ma ora non voglio annoiarvi troppo già con il mio primo post...

Spero solo che possiate darmi il vostro punto di vista in molti

Alla prossima e (scusate ma non posso non scrivere la mia frase di porta fortuna)...

...fino ad allora: FATTO IL MISFATTO

ed estuche scrisse alle 17:34 -
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